“100 opere tornano a casa”, quando la bellezza viaggia nel tempo e nello spazio

Comunicato stampa – Dalla Gioconda alla Pietà di Michelangelo, ai Bronzi di Riace. Ognuna di queste opere ha viaggiato: la Gioconda perché trafugata, la Pietà addirittura attraverso l’Oceano Atlantico per essere esposta all’Expo di New York del 1964 e i Bronzi di Riace sono andati perduti nell’antichità a causa del naufragio della nave che li trasportava. Storie di viaggi e di bellezza analoghe a quelle di altri capolavori, protagonisti di “100 opere d’arte tornano a casa”, il programma ideato e condotto da Duilio Giammaria, realizzato in convenzione con il Ministero della Cultura e la Direzione Generale Musei MiC che documenta il progetto di restituzione di opere d’arte che dai depositi dei grandi musei italiani vengono esposte nelle sale dei musei ubicati nei territori d’origine, un progetto ideato e fortemente voluto dal ministro della cultura, Dario Franceschini.

Dall’11 settembre, alle 13.00 su Rai 3, vengono raccontati i primi viaggi di questo progetto a lungo termine che valorizza al contempo opere d’arte e territorio attraverso 14 puntate per la regia in studio di Marco Bonfante. Un programma di restituzioni che segue tutto ciò che riguarda il viaggio di dipinti, sculture e disegni, “da chiodo a chiodo”, per raccontare non solo l’itinerario delle opere, ma anche curiosità di realizzazione e che riguardano gli artisti così come le professioni dell’arte, tra direttori, storici dell’arte, archeologi, restauratori. Le opere tornano così nel loro luogo di appartenenza, perché l’artista o il reperto erano originari di quella città o l’opera ha un particolare legame con il posto.
Lo spostamento di queste opere diventa così un’occasione per conoscere i musei italiani del Ministero della Cultura, per scoprire la storia delle singole opere e di come queste abbiano viaggiato nel tempo e nello spazio. Perché l’arte si è sempre spostata, per motivi diversi, perché trafugata, perché venduta, donata o semplicemente per essere esposta in altri contesti internazionali.

Ogni puntata si apre con un’opera famosa per proseguire con il primo viaggio, la cui regia è affidata a Francesco Castellani: un vero e proprio reportage documentaristico, che racconta l’arrivo di un’opera d’arte alla sua destinazione ed è emozionante vedere quanta cura e attenzione pongano tutti i protagonisti di questo trasferimento, dai trasportatori, agli addetti ai lavori, ai direttori, nell’esporre la nuova arrivata.
Alcune di queste opere sono straordinarie, per esempio l’Allegoria di Trieste e dell’Istria, di Annibale Strata. Donata al re Vittorio Emanuele II nell’autunno del 1861, a lungo conservata nel palazzo Reale di Torino e poi nella Reggia di Venaria, per essere restaurata dopo un incendio, l’opera torna a Trieste, nel Castello di Miramare. Il racconto fa rivivere i fasti del Risorgimento italiano, ci apre a quell’arte combattente che tanto è stata protagonista della nostra storia e soprattutto fa capire come l’arte possa diventare l’identità di un popolo. Non solo opere d’arte, ma anche reperti archeologici, come la testa di leone in bronzo che decorava i bagli delle navi perdute dell’Imperatore Caligola, che dal Museo Nazionale Romano sono tornate al Museo delle Navi di Nemi. Oppure le coppe d’argento e la cista di Bronzo che dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli sono tornate nei luoghi di provenienza, là dove furono trovate nei secoli scorsi, Civita Castellana e Palestrina nel Lazio.

Ma il programma non si ferma al racconto filmato: ospiti ed esperti accompagnano e commentano in parte le opere spostate, ma soprattutto il tema dell’arte che viaggia, dell’arte in movimento e del futuro dei nostri Musei. Tra loro Massimo Osanna, direttore Generale dei Musei Statali Italiani, un incarico prestigioso con un forte valore internazionale e con l’obiettivo di rinnovare l’intero sistema museale italiano. Ci sarà anche Heike Schmidt, il direttore delle Gallerie degli Uffizi, uno dei Musei più visitati al mondo; e poi Giovanna Melandri la Presidente del MAXXI, fra le più importanti istituzioni di Arte contemporanea in Italia, dove le opere sono veri e propri manifesti, testimoni del nostro tempo, che mettono l’etica davanti all’estetica.

Ospiti anche i restauratori, come Antonio Forcellino, uno dei maggiori studiosi europei di arte rinascimentale, restauratore e scrittore. Lui che è stato il protagonista dei restauri di alcuni dei grandi capolavori dell’umanità ci racconterà da esperto cosa può rivelare un’opera d’arte vista così da vicino.
In questo viaggio Duilio Giammaria sarà accompagnato dallo storico dell’Arte Costantino d’Orazio. Nello studio-museo, ideato da Marco Bonfante, Giammaria e d’Orazio guideranno il pubblico alla scoperta di dettagli sconosciuti e inediti delle opere protagoniste della puntata. D’Orazio dimostrerà come l’arte riesca a insinuare nello spettatore l’idea che tutto può essere riletto con altri occhi. Un esempio fra i tanti, il Bacio di Hayez, sicuramente una delle opere dove l’amor di patria trova perfetta equivalenza nell’amore per la propria donna, e dove è indubbio che ciascuno di noi veda in questo quadro anche solo la passione di un fuggevole bacio. Ma, guardandola meglio, D’Orazio mostra un’ombra in fondo al quadro il cui significato fa rileggere completamente l’opera, dimostrando così che i quadri vanno guardati nei minimi dettagli per poterli apprezzare. In chiusura, dopo aver mostrato il ritorno a casa di una delle 100 opere, resta ancora qualcosa da raccontare, perché il viaggio di un’opera d’arte è una metafora, spesso riassumibile in una “parola”, affidata a Stefano Massini e alla sua abilità intellettuale.

“100 opere d’arte tornano a casa” è un programma ideato e condotto da Duilio Giammaria, con la regia di Marco Bonfante, produttore esecutivo Gabriella Serafini realizzato in convenzione con il Ministero della Cultura e con la collaborazione della rete dei musei del sistema museale nazionale e il contributo dei suoi professionisti. Il programma è scritto con Stefania Bove, Costantino d’Orazio, Barbara Gubellini e Francesco Castellani. Regia delle riprese esterne Francesco Castellani.