Agorà: una piazza sempre più incandescente, con gli ascolti che ne risentono. L’analisi del talk di informazione nella fascia mattutina di RaiTre

Agorà: una piazza sempre più incandescente su RaiTre

Agorà: una piazza sempre più incandescente su RaiTre

A cura di Giovanni Maglio – È la ormai consolidata “piazza” del mattino di Rai3 dal lontano 2010: stiamo parlando di Agorà. Un talk informativo voluto dall’allora direttore Antonio Di Bella, per sostituire un’altra finestra simile nei contenuti, Cominciamo Bene. Sin da subito si dimostrò una giusta scelta della rete e divenne una valida offerta contro Unomattina, la storica proposta della prima rete di Stato. Il programma rappresentava una finestra sul territorio italiano con la politica e l’economia al centro della trasmissione.

Questo giusto equilibrio riuscì nei primi anni a far ottenere con facilità alla trasmissione ottimi risultati, fino a raggiungere il 9-10% di share. Ma negli anni il rotocalco sta mostrando alcuni segnali di cedimento. Il programma risulta goffo nella conduzione, spesso in mano a giornalisti alla prima esperienza con un talk televisivo, come l’attuale conduttore Lorenzo Lo Basso, in foto. Un azzardo per una rete della Rai, specie se parliamo di Rai3, con un target di pubblico decisamente adulto.

Agorà: un linguaggio poco adatto al target di rete

A questo si aggiunge anche una virata incandescente verso un tono populista, inadatto al pubblico “alto” della rete. Un sterzata che ha spostato una fetta di pubblico che preferisce i toni più pacati dell’informazione di Omnibus su La7. Una crisi di mezzi e di contenuti che di fatto sta dimezzando gli ascolti della trasmissione che, ad oggi, con fatica raggiungono spesso il 4% di share. Ci si aggiunga l’usura, visto che il marchio Agorà è in onda tutto l’anno, anche il weekend, esclusa l’estate.

Manca sicuramente un conduttore rodato che potrebbe attrarre pubblico, sicuramente non solo di Rai3, visti i risultati che ha ottenuto in passato. Inoltre manca una distinzione tra i vari spin-off del marchio Agorà (Agorà Extra, la versione estiva e Agorà weekend), attualmente tutti uguali al capostipite. Tutto questo instaura nel pubblico il dubbio che lo facciano per scorporare i dati meno performanti dalla media stagionale. Converrebbe invece seguire la linea di La7 che utilizza il marchio Omnibus per tutti i giorni dell’anno, senza alcuna distinzione tra weekend o estate.

Agorà: una piazza sempre più incandescente su RaiTre