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Al via l’asta per i diritti tv della #ChampionsLeague: novità 4 pacchetti, in corsa anche gli ott

Mentre la stagione calcistica è appena iniziata, si pensa già al prossimo triennio. In queste settimane si sta parlando dei diritti tv della Serie A, con la costituzione di una media company e il possibile ingresso di fondi. In attesa di scoprire cosa accadrà sul fronte nostrano, allarghiamo l’orizzonte, parlando di Champions League.

La più importante competizione internazionale ripartirà il 20 ottobre, un mese dopo rispetto al solito, data l’emergenza sanitaria. I diritti tv sono di proprietà Sky (pay) e Mediaset (free), ma scadranno a giugno. Per il prossimo triennio 2021-24 i diritti vanno ancora assegnati. L’asta è appena partita e tutti i broadcasters hanno tempo fino alle 10 del 12 ottobre per presentare la loro offerta.

Naturalmente quest’anno la Uefa incasserà meno del solito, vista la pesante crisi che c’è ovunque. Però parliamo pur sempre della Champions, di conseguenza bisognerà sborsare comunque una bella cifra. E la lotta sarà bella tosta. I primi network interessati sono, naturalmente, Sky (senza follie) e Mediaset, che vogliono confermare i loro diritti. In secondo piano c’è la Rai, che rivorrebbe i diritti, con i giornalisti in rivolta, ma non sarà facile.

E poi ci sono gli over the top, ovvero le piattaforme streaming, pronte a darsi battaglia. La prima interessata è sicuramente  Dazn, che trasmette già diverse competizioni in Italia e nel resto del mondo. La piattaforma, tra l’altro, ha già acquisito i diritti della Champions in Germania, spendendo circa 200 milioni di euro. Il miglior match del martedì se l’è aggiudicato Amazon, altro network molto interessato anche per l’Italia. Nel Regno Unito i diritti sono andati a British Telecom per 480 milioni di euro all’anno, in Francia c’è Bein Sport che ha acquistato 104 match su 138 e Canal+ che trasmetterà le 34 partite rimanenti, pr un totale di 375 milioni all’anno. In Spagna, invece, il network Telefonica/Movistar+ ha confermato i diritti, spendendo circa 350 milioni l’anno. A questi va aggiunto anche Netflix, interessato al calcio e firmatario di un accordo con Mediapro per i diritti francesi. (fonte ItaliaOggi)

La novità è che la Uefa quest’anno ha differenziato l’asta, con ben 4 pacchetti differenti. Non interessa più la divisione tra pay e free, l’importante è vendere i diritti di ogni pacchetto. Sarà poi l’assegnatario a decidere se accordarsi con altri network, per trasmettere le partite su più piattaforme possibili. Ecco i pacchetti:

  • Pacchetto A1: prima scelta del miglior match del martedì, 16 partite in esclusiva su tutte le piattaforme, con gli highlights degli altri match giocati al martedì
  • Pacchetto A2: prima scelta del miglior match del mercoledì e la finale di Supercoppa, 17 partite in esclusiva su tutte le piattaforme, con gli highlights dei match del martedì e del mercoledì
  • Pacchetto B: assicura tutte le altre partite di Champions (sempre esclusa la finale), 104 incontri in esclusiva su tutte le piattaforme, con gli highlights di tutti i match del martedì e del mercoledì
  • Pacchetto C: la finale di Champions, in esclusiva su tutte le piattaforme.

 

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Una risposta a “Al via l’asta per i diritti tv della #ChampionsLeague: novità 4 pacchetti, in corsa anche gli ott”

  1. IO credo che l’unico modo per non vedere un’asta attendista sia quello di creare un’asse che comprenda Sky.
    È impensabile che resti fuori dal calcio che conta, vero core business della tv satellitare.
    Più facile che rinunci a Formula 1 o Motomondiale… o che li condivida.

    Sarà sempre più difficile vedere eventi sportivi in esclusiva o che un broadcaster acquisti l’evento su tutte le piattaforme per avere un maggior ritorno, visto che l’ARPU di Sky sarà sicuramente in calo per recuperare i 300mila abbonamenti persi. Sarà interessante vedere se le tv riusciranno a mettersi d’accordo

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