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#Amadeus: “Matilda De Angelis co-conduttrice per una sera. #Sanremo2021? Si fa, ma serve unità”

Manca poco più di un mese al Festival di Sanremo, ma tutto è ancora in bilico. L’unica certezza è, o meglio sembrerebbe, la data: dal 2 al 6 marzo. La manifestazione, già rinviata di un mese rispetto al solito, non è facile da organizzare, a maggior ragione quest’anno con tutti i problemi sanitari.

La Rai è al lavoro, con il Comune di Sanremo e altre figure, per permettere che tutto avvenga nel migliore dei modi e in totale sicurezza. Ci sono però numerosi nodi da scogliere il prima possibile. Il primo riguarda la presenza del pubblico: il Prefetto ha indicato che sarebbe meglio evitare, troppo rischioso. Del resto però un evento così importante a porte chiuse sarebbe desolante. Si sta lavorando per trovare una soluzione.

Altro problema è il budget: senza eventi in città, la Rai non incasserebbe diversi milioni di euro (10 solo per il palco in Piazza Colombo). Intanto però Amadeus, in un’intervista al Corriere della Sera svela una bella novità: “Oltre a Elodie, come co-conduttrice per una sera abbiamo chiuso con Matilda De Angelis che sta avendo un grande successo con The Undoing, la serie con Nicole Kidman e Hugh Grant” – dice il direttore artistico –“Mi piace perché è una giovane attrice, spigliata, con una caratura già internazionale: sarà l’occasione per farla conoscere ancora di più”

Sulle polemiche legate alla presenza del pubblico dice: “Da parte mia c’è grande sostegno a tutto il mondo dello spettacolo dove c’è gente disoccupata che non lavora da quasi un anno. Penso che con le dovute accortezze, i distanziamenti e i numeri ridotti, teatri e cinema dovrebbero riaprire. Nel caso di Sanremo però parliamo di uno studio televisivo, come succede per tanti altri programmi”

Ipotesi figuranti nel pubblico: “Pensiamo a figure contrattualizzate che sono parte integrante dello spettacolo nel rispetto del Dpcm. Con le giuste distanze possiamo arrivare a 380 persone in platea, mentre la galleria sarà ovviamente chiusa. Dobbiamo offrire al pubblico a casa e agli artisti che sono sul palco la possibilità di avere uno spettacolo vero. Chi dice che il pubblico non serve fa un altro mestiere. Io non mi metto a sindacare di protocolli sanitari e mi affido al giudizio di tecnici ed esperti. Su come si fa uno spettacolo invece penso di avere l’esperienza per sapere come si realizza uno show così importante”

“Io sono sempre stato chiaro o Sanremo si fa in sicurezza — perché la salute viene al primo posto — oppure non si fa. Abbiamo l’esempio di Sanremo Giovani: è stato fatto in un teatro piccolo, con tanti cantanti e tecnici che si sono avvicendati sul palco. È andato tutto bene: non abbiamo avuto mezzo problema. Se il protocollo sanitario è preciso le cose si possono fare. Con Sanremo Giovani la Rai lo ha dimostrato”

Rinviare ancora Sanremo? “Se lo posticipi a maggio non è Sanremo, ma il Festivalbar. E poi chi ci dice che a maggio avremo lasciato le mascherine e potremo abbracciarci tranquillamente? Se così fosse firmerei subito, ma a maggio probabilmente saremo più o meno nella stessa situazione. Quindi spostarlo per trovarsi con gli stessi problemi non avrebbe senso. Chiarisco una cosa: non vorrei che sembrasse che mi sono intestardito a fare Sanremo a tutti i costi. Lo deve volere la Rai, la discografia e la città di Sanremo. Lo dobbiamo volere tutti: o siamo compatti e lavoriamo per farlo al meglio oppure ci rivediamo nel 2022. La Rai è compatta, ma il fronte deve essere unito anche nei confronti di tutte le polemiche, se no sembra il classico armiamoci e parti”

“Non ci potranno essere eventi esterni, in piazza Colombo c’era uno sponsor importante, troveremo un piano b perché credo sia giusto non rinunciare a un contributo economico rilevante. Io ragiono in termini televisivi e commerciali: gli ascolti e gli incassi sono importanti, non sono pagato per la gloria”

La sala stampa ci sarà: “Una rappresentanza di giornali, web e radio è fondamentale, in sicurezza, con protocollo e tamponi. Tra l’altro la stampa nella serata di venerdì vota, quindi i giornalisti ci devono essere”

Intervista integrale sul Corriere della Sera