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Ascolti tv in crescita anche a giugno 2020: ne guadagnano tutti, dominano i telegiornali

Ascolti tv in crescita anche a giugno 2020

Ascolti tv in crescita anche a giugno 2020

A giugno è cominciata l’estate e di conseguenza molti programmi sono terminati, come al solito. Quest’anno alcune trasmissioni si sono spinte fino a fine giugno, altre finiranno addirittura a fine luglio. Non ci sono gli Europei di calcio, previsti proprio a giugno e luglio (sono stati rinviati all’anno prossimo). In compenso c’è il campionato italiano ed estero, in attesa delle coppe europee ad agosto. Sicuramente è un’estate televisiva molto calda, con diverse proposte su tutte le reti. Questo è uno dei motivi che giustifica gli ascolti tv in crescita. Dopo mesi di ascolti record, dovuti al lockdown, la crescita, seppur minore, continua. A giugno, infatti, le persone che in media hanno seguito la televisione nell’intera giornata sono state 10 milioni (9.989.411). Un valore superiore di oltre 1 milione all’ascolto prodotto a giugno 2019 (8.818.535). È quanto emerge dall’analisi dei dati Auditel elaborati dall’Osservatorio dello Studio Frasi.

I dati in dettaglio tra i vari notiziari delle reti televisive

La Rai consolida la leadership nel giorno medio, pur crescendo nel complesso meno di Mediaset (che registra un’importante crescita e mantiene il suo saldo primato sul pubblico commerciale/attivo). Le tre generaliste Rai crescono invece più delle tre Mediaset. Chiudono così il mese di giugno con 2,7 milioni di ascolto medio (share 27%), con Mediaset a 2,2 milioni (share 22.7%). La prima serata registra un aumento di 2,9 milioni di telespettatori. Il servizio pubblico mantiene il primato riconquistato lo scorso anno, dopo averlo perso nel giugno 2018. Due estati fa, Mediaset aveva acquisito i diritti dei Mondiali di Calcio, che garantirono ascolti record). Non solo Rai e Mediaset però, perché anche gli altri editori registrano una notevole crescita. Sono, infatti, anche Discovery, Viacom, La7 e Sky (che dopo mesi senza calcio torna a “respirare”) ad approfittare dell’aumento degli ascolti.

L’analisi dell’Osservatorio dello Studio Frasi

Dall’analisi dell’Osservatorio di Studio Frasi emergono altri dati interessanti. Le migliori performance del mese – rispetto a giugno 2019 – sono ancora quelle dei telegiornali. Le edizioni del giorno salgono tutte (fa eccezione solo il Tg4). La crescita maggiore (+564mila spettatori) riguarda le edizioni diurne della TgR, seguita dal Tg1 (+499mila) e dal Tg5 (+476mila). Ascolti in crescita anche per le edizioni serali: si va dai +955mila del Tg1 ai +841mila dei tg regionali Rai, ai +577mila del Tg5. Stabile in valori assoluti il TgLa7 (+5mila spettatori, ma con uno share che passa dal 6% al 5.2%). Anche il Tg2 sconta un lieve calo (di appena 0.9 punti). Invece, la crescita percentuale maggiore – 3 punti in più – spetta ancora alla TgR (+30% di quota d’ascolto). Quanto ai profili del pubblico, a seguire l’informazione nelle edizioni della sera sono soprattutto le donne (dal 60.2% del Tg1 al 50.6%).

Una curiosità importante è che sono numerosi i telespettatori che seguono più telegiornali per informarsi maggiormente e soprattutto costruirsi un’opinione, a volte rimanendo sulle emittenti dello stesso editore, a volte cambiando. L’Osservatorio dello Studio Frasi rileva che a giugno 44 milioni di persone hanno seguito almeno uno qualsiasi dei telegiornali della sera: 25 milioni hanno guardato con fedeltà una sola testata e ben 19 milioni ne hanno guardate almeno due. E 10,3 milioni di persone hanno seguito almeno 25 telegiornali nei trenta giorni del mese, 3 milioni in più rispetto a giugno 2019.

Un palinsesto trasversale fatto di “cercatori di news”

Tra coloro che hanno seguito più di un tg della sera (per almeno un quarto d’ora nell’arco del mese), il 52.7% si è spostato da uno dei telegiornali Mediaset ad un Tg Rai, mentre il 40,8% di chi ha seguito un Tg Rai ne ha seguito anche uno Mediaset. Il passaggio più consistente avviene tra il Tg4 e il Tg5: oltre mezzo milione di spettatori del Tg5 all’inizio del break pubblicitario abbandona l’ammiraglia Mediaset per trasferirsi su Stasera Italia in onda su Rete4. Il passaggio meno consistente (6%) riguarda il Tg5 e il TgLa7: sono soprattutto i telespettatori di quest’ultimo notiziario a cercare confronti e alternative, il 43,3% segue anche il Tg3 e il 42,2% il contemporaneo Tg1.

Al termine dell’analisi, il commento di Francesco Silato, responsabile dell’Osservatorio dello Studio Frasi: “I telegiornali sono oggi un’attrazione: la pandemia spinge e costringe ad essere informati su quanto avviene nel proprio territorio, ma anche nel resto d’Italia e del mondo. Per poter immaginare il ritorno alla normalità le italiane e gli italiani cercano informazioni: da una parte i telegiornali ispirano essi stessi la possibilità di mettersi l’emergenza alle spalle, dall’altra doverosamente la allontanano con le notizie sulla pandemia che non smette di colpire”