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Carlo Fuortes e la nuova Rai: tagli, razionalizzazione e meno sprechi. Ci riuscirà?

Il nuovo amministratore delegato della Rai, Carlo Fuortes, è atteso a un lavoro molto corposo e complesso: il Presidente del Consiglio Mario Draghi, infatti, l’ha scelto per dare una sistemata all’azienda pubblica. Gli sprechi sono troppi e i conti in rosso, dunque bisogna applicare tagli e razionalizzazioni. Ce la farà?

E’ Il Messaggero a parlarne indicando qualche punto chiave del suo progetto: niente assunzioni di esterni, tagli, accorpamenti e chiusure, il tutto senza gravare sui contenuti da proporre al pubblico. Si vocifera della chiusura di una o più canali (eliminati o accorpati): per esempio in passato si era detto della creazione di un canale al femminile, con l’accorpamento di Rai Premium e Rai Movie, che però garantiscono ottimi ascolti.

Non è ancora chiaro cosa accadrà ma in molti “tremano” per questa vera e propria rivoluzione, da attuare in tempi brevi. Il piano industriale dell’ex ad Salini sarà ripreso e rivisto. In particolare esso prevede che, al posto dei direttori di rete attuali, vengano create delle direzioni di genere (nove in totale), tra l’altro con direttori già decisi: intrattenimento a Coletta, cinema e serie tv a  Di Meo, day-time a Di Mare e così via, tra fiction, nuovi format, cultura, sport e offerta informativa.

Su quest’ultimo genere si dibatte molto, perché l’idea è quella di “depotenziare” i telegiornali, creando un’unica newsroom (oppure due), che possano gestire l’informazione Rai, senza sprechi e inutili sovrapposizioni (come avviene a Mediaset).

L’ipotesi accorpamento di giornalisti e redazioni, però, come prevedibile, sta causando forti malumori a Saxa Rubra, oltre che in politica. Questa rivoluzione ci sarà o meno?