Tuttalativu.it

Castelli racconta la scenografia di #Sanremo2021: più ampia, colorata e a forma di occhio

Anche quest’anno il Festival di Sanremo potrà contare su una scenografia di alto livello, rivoluzionando il “normale” palcoscenico del Teatro Ariston, che tra l’altro grazie a luci e inquadrature sembra più ampio di quello che realmente è. A occuparsi di tutto ciò ci sono Gaetano Maria Chiara Castelli, con grande esperienza nel settore.

Maria Chiara Castelli racconta i dettagli della scenografia, spoilerata ieri pomeriggio sul web (è quella nella foto in alto). Al quotidiano Il Messaggero spiega: “Abbiamo seguito con preoccupazione le notizie degli ultimi giorni, continuando a lavorare con massima attenzione. L’allestimento è iniziato il 28 dicembre, tamponi per tutti ogni 72 ore: all’opera tra falegnami, tecnici e operai ci sono cento persone. La scenografia, che comprende anche una lunga scalinata con rampe laterali, è alta 11 metri, profonda 9 metri e larga 21 metri. Gli spazi sono più ampi, sono state tolte alcune file della platea. La struttura riporta la forma di un occhio, pronto a colorarsi durante le esibizioni dei cantanti: ogni canzone avrà un vestito tutto suo“.

Anche il padre, Gaetano, in un’intervista a Il Secolo XIX parla della scenografia, con molti dettagli interessanti: “Mancherà il pubblico, pazienza, ma mi auguro di riuscire a far sognare il pubblico da casa. Durante il lockdown ho preparato il progetto, ci ho lavorato per mesi. Bisogna dimenticarsi la scenografia dell’anno scorso: quella era tutte curve, mentre adesso sarà rettilinea. Volevo fare qualcosa di opposto. Il teatro Ariston riesco a farlo sembrare enorme, grazie a luci e tecnologia. Cerco di portare la nostra tradizione, senza cedere al gusto americano: chiunque può mettere i ledwall, ma qui non siamo a X-Factor!

“Avevo quasi convinto Amadeus a togliere le scala, ma poi ci ha ripensato. Adesso grazie ai moderni sistemi le scale non si vedono più, quest’anno sarà una grande sorpresa. Consegna della scenografia prevista per il 12 febbraio. L’orchestra è scivolata molto più avanti nel teatro, tutti sono a distanza di sicurezza. I cantanti neanche si accorgeranno della mancanza del pubblico. Quest’anno ci abbiamo messo più tempo per allestire la scena, due mesi, cioè uno in più del solito”