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Censura, spartizione delle poltrone, controllo politico: è arrivato il momento di cambiare la #Rai

Il “caso” Fedez ha permesso di tornare a parlare del sistema Rai. Non è una novità, ma effettivamente non se ne parlava da un po’. Tralasciando gli importantissimi temi citati dal cantante (piccola considerazione: fondamentale approvare il DDL Zan), è evidente che la Rai vada cambiata.

Nel passato c’era la censura, normale e preventiva, mentre qualche settimana fa è stata abolita quella sul cinema. Ma evidentemente in Rai esiste ancora. Censura, autorizzazione, controllo: ditelo come volete, il concetto non cambia. Perché un monologo, un momento e altro devono essere autorizzati? Non solo show e programmi, però. Si parla anche di fiction, ricordate quella di Fiorello che fu bloccata? O scene omosessuali o simili tagliate dai film? Ognuno deve essere libero di dire ciò che vuole, naturalmente con rispetto ed educazione. E allora perché non si fa nulla per cambiare le cose?

Altro tema: molti politici in queste ore si sono scagliati contro la Lega e Matteo Salvini. Giusto, visto quello che è successo. Ma farlo mentre ogni giorno ci si spartiscono le poltrone, tra CdA, dirigenti e altro, che senso ha? Programmi e conduttori imposti dai partiti, palinsesti fatti in base a quello, linee editoriali e impostazioni. Insomma, la Rai va necessariamente cambiata. La Rai è una televisione pubblica, quindi è giusto che la politica vigili sui conti, sul contratto di servizio e sul resto, ma bisogna farlo rimanendone fuori.