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L’Ama-Ter a #Sanremo72 è una bella notizia, tuttavia ci sono anche dei rischi: l’analisi

Qualche giorno fa, a sorpresa, è arrivato l’annuncio della Rai, che confermava Amadeus come conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo. Il ruolo, ricoperto per il terzo anno consecutivo, è sicuramente l’opzione migliore per tutti, per la Rai ma anche per lui, così come per il pubblico.

Del resto i suoi due Festival sono stati molto positivi dal punto di vista musicale (Maneskin sopratutto, ma non solo) e anche da quello televisivo (anche se l’ultima edizione è stata un po’ confusa e sopratutto è calata in ascolti). Tuttavia ci sono anche dei rischi in questa operazione, in primis quello di ripetersi: riproporre le stesse cose per l’ennesima volta potrebbe essere deleterio, sopratutto per quanto riguarda Fiorello (amato da tutti, ma così si rischierebbe ripetitività).

Inoltre come non parlare degli orari, che vanno assolutamente rivisti. Terminare così tardi è irrispettoso nei confronti del pubblico, in primis, ma anche degli artisti stessi. Bisogna snellire cast, Big e scaletta. C’è bisogno di qualche cambiamento. Basta con co-conduttori che cambiano ogni volta, Amadeus potrebbe farsi affiancare da Alessia Marcuzzi, per esempio. Oppure da Simona Ventura, che l’anno scorso non riuscì a esserci per via del Covid.

Insomma, qualcosa di nuovo e di diverso dal punto di vista televisivo ce l’aspettiamo, anche perché se ciò non accadesse sarebbe davvero molto rischioso. In ogni caso in bocca al lupo ad Amadeus, che tra l’altro ritroverà il pubblico in platea!