Tuttalativu.it

Marcello Foa durissimo con la “sua” #Rai: “Su internet ritardo cronico, urgono cambiamenti”

La Rai si appresta a cambiare i vertici, ma nel frattempo sono ancora in sella i dirigenti scelti qualche anno fa. In particolare il Presidente Marcello Foa, che in un’intervista a Repubblica traccia un bilancio di questa gestione. Ecco le sue parole:

“Ho provato grande commozione per la morte di Raffaella Carrà, ha unito gli italiani attraverso più generazioni. La Rai ha sempre avuto fiducia in lei”

“La Rai ha di fronte a sè tre anni decisivi, l’aumento degli ascolti durante il periodo Covid rischia di essere illusorio. Oggi non abbiamo solo la concorrenza di Netflix e Amazon, ma anche dei giganti digitali. Nel 2019 la proporzione è questa: 36 miliardi a disposizione dei servizi pubblici europei e 960 miliardi tra Amazon e tutti gli altri top player. Come si fa a competere?”

“Tutte le tv pubbliche europee hanno spettatori anziani, abbiamo 14 canali televisivi e 12 radio, ma abbiamo un ritardo cronico su internet. Non è normale che il sito dell’informazione Rai sia oltre il 20esimo posto dei siti più visitati. Purtroppo nessuno ci ha creduto veramente, non abbiamo un sito all’altezza”

“Rai Play è stato un esperimento riuscito, anche grazie a Fiorello, ma non basta. Le risorse vanno dirottare sulle nuove priorità tecnologiche ed editoriali. Se non cambiano esse e le professionalità interne da qui a tre anni la Rai rischia di scoprire che il suo pubblico si è ridotto in maniera drastica”

“Questo CdA aveva pensato un primo passo necessario con il piano industriale che prevedeva di togliere potere alle reti e creare divisioni tematiche, ma l’Ad ha preferito non accelerare quando è arrivato il Covid. Noel Curran, direttore generale European Broadasting Union, ha offerto suggerimenti alla Vigilanza riguardo l’indipendenza e l’autonomia dell’azienda, ma non si è fatto nulla”

“In questa Rai trovare interpreti di pensieri diversi è difficile, un’altra questione riguarda i vecchi leoni. Non ce l’ho con Vespa, Venier, Annunziata. Fanno ascolti e meno male per la Rai che ci sono, ma hanno un’età per cui l’azienda dovrebbe aver preparato nuovi talenti. Per fiction e film si lavora con le case di produzione, l’epoca in cui la Rai si faceva lo sceneggiato in casa è finita. La Rai ha perso la capacità di creare format, abbiamo le risorse per rischiare e sperimentare”

“In termini di ascolti continuiamo a essere leader, in Europa solo la BBC fa meglio. Sull’indebitamento hanno pesato investimenti infrastrutturali. Abbiamo preso i diritti dei Mondiali Qatar 2022, sulla Nazionale abbiamo un impegno quasi istituzionale mentre Champions e Coppa Italia hanno costi molto elevati e non possiamo aumentare l’indebitamento, anche perché la raccolta pubblicitaria è limitata”