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#Netflix pensa allo sviluppo: gli abbonati crescono, ma meno del dovuto, e si pensa…ai videogiochi!

Lo streaming è la nuova frontiera, è una frase che si sente spesso ultimamente e del resto i numeri sono in continuo aumento, a maggior ragione visto il lockdown e i tanti giorni a casa. I vantaggi sono tanti: costi bassi, contenuti visibili su ogni device, quando vogliamo, come vogliamo. Insomma, molto comodo. Tutto ciò sta rosicchiando inevitabilmente pubblico alla televisione, che però resta il medium principale.

Come se non bastasse, c’è anche una fortissima concorrenza “interna”, con sempre più players che si “buttano” in questa avventura. Oltre a Netflix ci sono infatti Amazon Prime Video (che ha attuato una strategia “aggressiva”, comprendente anche il calcio), Disney+, Chili e altre, anche “misti”, cioè freemium come Discovery+, Mediaset Infinity e altri.

A proposito di Netflix, come rivelato da La Stampa, la società è in un momento cruciale: al 30 giugno gli abbonati erano 1,54 milioni, sicuramente meglio degli 1,12 milioni indicati dalla società ma inferiori alle aspettative degli analisti (1,75 milioni). Il totale globale è salito a 209 milioni, ma la preoccupazione riguarda Stati Uniti e Canada, il mercato più redditizio, che ha perso 430.000 abbonati. E’ il peggior rallentamento nella crescita dal 2013, tuttavia i ricavi sono in continuo aumento e si aprono le porte ad altre possibilità.

Netflix, infatti, ha assunto Mike Verdu, esperto di videogiochi, per esplorare anche questa opportunità attraverso game e contenuti correlati, come fanno anche altri concorrenti. Funzionerà? Chissà, intanto nei prossimi mesi ci si aspetta tanto da nuove produzioni, come Sex Education, The Witcher e tanto altro, anche perché questo anno di pandemia ha rallentato le attività, facendo calare del 10% le azioni del colosso.