Tuttalativu.it

Nuovi limiti pubblicitari per la #Rai: pochi spot dalle 18 in poi, guadagni in calo

La Rai e la pubblicità, un tema sempre molto interessante e dibattuto. Come si sa, il servizio pubblico è finanziato dal canone e dalla pubblicità, strumento essenziale per mantenere la produttività e la competitività. I costi sono alti, gli sprechi troppi, ma nonostante questo nessuno ha fatto nulla fin qui.

Solo Carlo Fuortes, nuovo amministratore delegato, ci sta provando, tagliando programmi (soprattuto di Rai2) e l’edizione notturna di TgR RaiSport, decisione che ha fatto molto discutere e continua a farlo, ma che alla fine dei conti (nel vero senso della parola) farà risparmiare all’azienda diversi milioni di euro.

In queste ore la Rai ha presentato la proposta di budget per il 2022, prevedendo un pareggio di bilancio, nonostante Olimpiadi invernali e Mondiali di calcio. Come se non bastassero le difficoltà esistenti, negli ultimi giorni se ne è aggiunta un’altra: dal primo gennaio, infatti, sono entrati in vigore nuovi limiti pubblicitari che prevedono una riduzione degli spot.

In questo anno è in vigore un limite del 7% per la fascia 6-18 e per quella 18-24, mentre nel 2023 si passerà al 6%. Il limite per ora è invece fissato al 12%. Di fatto, come spiegato da Fuortes, nella fascia 18-24 la Rai ha perso il 26% di secondi disponibili per gli spot e dal 2023 ne perderà il 36%. Così facendo bisognerà massimizzare il numero di spot in fasce meno affollate (e quindi anche meno redditizie), ovvero in day-time. In passato le soglie erano più alte e soprattutto calcolate sul totale delle tre reti (Rai1, Rai2 e Rai3) mentre adesso sono calcolate rete per rete.

Questo naturalmente comporta una grossa perdita per l’azienda, tanto è vero che, per fare un esempio, giovedì sera DOC – Nelle tue mani è stato visto da 7 milioni di telespettatori ma ha avuto una sola pausa pubblicitaria (due se consideriamo quella tra riassunto e inizio della fiction), mentre in passato erano 3 (4 compresa quella dopo il riassunto).