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Palinsesti TV autunno 2020: se Atene piange, Sparta NON ride. Tra la puzza di muffa della Rai e l’odore di stantio di Mediaset, satelliti e OTT al top?

Palinsesti tv autunno 2020 di Mediaset

Palinsesti tv autunno 2020

Da poche ore sono usciti i palinsesti autunnali di Canale5 e delle cadette generaliste, ricordando le indiscrezioni trapelate per quelli della Rai, credo caschi a pennello il detto “se Atene piange, Sparta non ride“. Il must per la prossima stagione è l’immobilismo. Nei palinsesti Rai la protagonista in negativo è Antonella Clerici in “Ritorno al futuro”. Peggio ancora per Publitalia, che ha rilasciato le politiche commerciali.

Un bimestre fatto con la copia carbone, per cui si comprende la scelta di aver risparmiato i famigerati otto paccheri nella presentazione dei palinsesti. Giornalisti avvisati: niente pranzo a sbafo a sto giro!!! Anche perché è praticamente una minestra riscaldata. A seguire, il menu proposto dalle tre reti generaliste di Mediaset, forti (si fa per dire) di una stagione particolarmente fortunata (su quest’aggettivo mi prenderei a ceffoni da solo).

Palinsesti tv autunno 2020: Il prime time di Canale 5

  • Da settembre, al sabato, Tu si que vales in un’edizione ovviamente variata per il coronavirus
  • Da settembre, Temptation Island con Alessia Marcuzzi
  • Da settembre, il lunedì e il venerdì, i vipponi del Grande Fartello Vip, con Alfonso Signorini
  • Dal 13 settembre, la domenica, Non è la D’Urso con Barbara D’Urso
  • Da settembre, al giovedì, Chi vuol essere milionario, con Gerry Scotti
  • Il 24 settembre la UEFA Super Cup, con il confronto delle vincenti di Champions ed Europa League
  • Dal 20 ottobre, la nuova stagione della Champions League 2020/2021
  • Da ottobre, il mercoledì, la grande fiction con Made in Italy, prodotta dalla Taodue per RTI

Palinsesti tv autunno 2020: se Atene piange, Sparta NON ride. Tra la puzza di muffa della Rai e l'odore di stantio di Mediaset, satelliti e OTT al top?

Ci si sollazza per una crescita non strutturale

Nella bruchure si rimarca il valore della “A”, tra l’Autoprodotto e l’Anticipo, dimenticando la “A” di “A bocca aperta“… la mia, man mano che sfogliavo le pagine alla ricerca affannosa di qualche novità (spoiler: NON l’ho trovata). Mi perplime che a Mediaset abbiano scordato che quei risultati positivi siano il frutto del lavoro del singolo e NON legati all’ammiraglia o a modifiche strutturali. Figure ben precise, che sono:

  1. Gerry Scotti che la scorsa estate ha insistito nel tenere acceso il preserale (quest’anno spento subito, per far capire chi comanda)
  2. Marco Costa che, grazie alla sua incommensurabile bravura, ha saputo distribuire nelle sue reti digitali native la sua sapiente scelta
  3. Laura Casarotto che, grazie alla sua astuzia, ha fornito allo spettatore delle saghe cinematografiche vincenti e imperdibili
  4. I talk di Rete4 che, saranno anche faziosi (ci si dimentica la faziosità dell’altra metà del cielo politico che infesta da sempre Rai3 e La7), sono riusciti a calamitare l’attenzione del pubblico vincendo la stragrande maggioranza delle serate in una rete in cui la politica funzionò solo con Gianfranco Funari, oltre 20 anni fa.

Manca un restyling vero di Canale5, partendo dalla direzione

È incredibile che da anni manchi all’appello proprio la rete che dovrebbe traghettare l’intera azienda. Quella che raccoglie la stragrande maggioranza della pubblicità e che da anni deve spacchettare per vendere oppure deve rivolgersi a Santa Maria da Pavia. Spacchettare perché da qualche anno, ad esempio, i reality vendono la pubblicità in tandem con le repliche su La5.

Mi chiedo come sia possibile confermare così tanti programmi che hanno vivacchiato la scorsa stagione. Perché arrivano fiction col contagocce e contro target. Perché si continui a tenere la domenica pomeriggio spenta. Perché lavorano sempre gli stessi volti. Perché, quando si pesca dal passato, si prenda roba di cui nessuno sente la mancanza. Perché anche la prossima stagione il prime time partirà ancora alle 21.45 / 21.50.

Così tanti errori che forse ci si deve arrendere all’idea che, chi pensa di fare la tv sulle reti del Biscione, abbia ormai perso contatto con la realtà. E se così fosse, perché non invocare un cavaliere senza macchia e senza paura che baci lo sgorbio trasformandola in una principessa. Vivremo con la speranza che, ovunque egli sia, si affretti perché il tempo è tiranno.