Piero Angela ci ha lasciato. L’Italia perde tanto, ma l’eredità che lascia ha un valore incalcolabile di cui essere grati per l’eternità

Piero Angela ci ha lasciato

Pochi minuti fa, il profilo Twitter ufficiale di Alberto Angela ha pubblicato un tweet che mai ci saremmo aspettati: “Buon viaggio papà” con l’immagine sorridente di Piero Angela. La notizia è balzata immediatamente in testa alle tendenze di Twitter perché alla figura di Piero Angela gli italiani sono molto legati. Proprio in questi giorni è in programmazione la ventottesima edizione di Superquark, di cui restano da programmare ancora altre puntate che avranno un sapore diverso pensando che il padre della divulgazione non è più tra noi.

Una passato nella musica, fu assunto in Rai nel 1952, cessando l’attività musicale professionistica per dedicarsi al giornalismo. Tanto lavoro al Telegiornale della prima rete come corrispondente da Parigi e Bruxelles. Nel 1976 fu il primo conduttore del Tg2. Oltre al giornalismo, l’amore per la divulgazione. Il primo esperimento fu Destinazione uomo nel 1971, una delle prime trasmissioni televisive di tale genere rivolta a un pubblico generalista. Nel 1981 iniziò la lunga esperienza con Quark che nel 1995 diventò Superquark, in onda per 28 stagioni ininterrottamente.

Non basteranno poche righe per raccontare una vita così intensa, ma ho sentito il dovere morale oltre che la riconoscenza nei confronti di un uomo a cui tutti noi dobbiamo qualcosa. Piero Angela non è più tra noi, ma il suo lascito è un’eredità talmente vasta, di cui sinceramente sono grato e probabilmente neanche meritavo. Ha intrapreso l’ultimo viaggio e già mi manca. Le condoglianze alla famiglia e un abbraccio virtuale a tutti coloro che lo hanno amato. La sua immensa umanità anche pochi giorni prima di morire, quando ha avuto un pensiero anche per il suo pubblico:

“Cari amici, mi spiace non essere più con voi dopo 70 anni assieme. Ma anche la natura ha i suoi ritmi. Sono stati anni per me molto stimolanti che mi hanno portato a conoscere il mondo e la natura umana. Soprattutto ho avuto la fortuna di conoscere gente che mi ha aiutato a realizzare quello che ogni uomo vorrebbe scoprire. Grazie alla scienza e a un metodo che permette di affrontare i problemi in modo razionale ma al tempo stesso umano. Malgrado una lunga malattia sono riuscito a portare a termine tutte le mie trasmissioni e i miei progetti (persino una piccola soddisfazione: un disco di jazz al pianoforte…). Ma anche, sedici puntate dedicate alla scuola sui problemi dell’ambiente e dell’energia. È stata un’avventura straordinaria, vissuta intensamente e resa possibile grazie alla collaborazione di un grande gruppo di autori, collaboratori, tecnici e scienziati. A mia volta, ho cercato di raccontare quello che ho imparato. Carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese. Un grande abbraccio”