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Produttori fiction contro la Rai per i tagli al budget, aziende sotto pressione ma gli ott investono

Tra i settori più penalizzati da questa emergenza sanitaria, economica e sociale c’è sicuramente il mondo dello spettacolo. Teatri e cinema sono chiusi, le produzioni cinematografiche e televisive sono più difficili e sopratutto più costose da fare, tanti rinvii e molta incertezza sul futuro. Fortunatamente qualcuno che investe c’è, soprattutto ott.

Sul Sole 24 ore stamattina si legge di una “battaglia” tra l’Apa, associazione produttori autonomi, e la Rai per il taglio del budget. Si sarebbe passati dai 189 milioni del 2020 ai 160 del 2021, una riduzione che a dire dei produttori è inaccettabile. Un raggruppamento che contiene circa 50 aziende medio-piccole, oltre 7 mila se si considerano le più piccole, con più di 200.000 lavoratori. Meno entrate ma più costi, dovuti ai protocolli da rispettare, di certo non possono essere accolti positivamente.

Di conseguenza si stima una riduzione di produzione del 15-20%, ovvero 6-7 fiction in meno commissionate dalla Rai. In più c’è anche il timore che i tagli possano proseguire, considerando i bilanci in rosso dell’azienda pubblica. In realtà la Rai la pensa diversamente: i tagli saranno ricompensati negli anni, considerando che per il 2022 si prevedono investimenti per 225 milioni  tra fiction, serie tv e documentari, molto di più rispetto al passato (177 nel 2018 e 145 nel 2014).

Tra l’altro Giancarlo Leone, presidente Apa, nei mesi scorsi aveva richiesto allo Stato un’extragettito del canone, ovvero più soldi, da investire proprio nel cinema e nel settore audiovisivo. In tal senso questo tema continua a essere molto discusso.

Intanto il settore respira, perché oltre alla Rai, ci sono anche Sky Mediaset, seppur meno impegnate, ma sopratutto i colossi ott come Netflix Amazon Prime Video, con commesse di circa 80 milioni nel 2020 che diventeranno 120 nel 2022.