Riccardo Laganà, consigliere d’amministrazione #Rai: “Scarsa attenzione per lo sport”

Più avanti e si va e più è difficile acquisire i diritti sportivi, visti i costi sempre più alti e la concorrenza agguerrita. Fortunatamente la legge prevede anche la trasmissione in chiaro, con Rai Mediaset in prima linea. In particolare il servizio pubblico ha appena finito di trasmettere gli Europei di nuoto e gli European Championship (tra l’altro con gli atleti azzurri che sono stati straordinari).
Tuttavia, come di consueto, ci sono state polemiche. Perché, come già successo con le Olimpiadi e con altre competizioni, abbiamo assistito a improvvisi cambi di rete, a edizioni del Tg2 nel bel mezzo delle gare e a molte cose trasmesse solo su RaiPlay. Un problema serio, denunciato dal consigliere d’amministrazione Rai Riccardo Laganà sul suo profilo Facebook. Di seguito il suo “sfogo”:

Di Rai, di sport e di medaglie d’oro. Facciamo fatiche improbe per aggiudicarci i diritti sportivi; i giornalisti, le redazioni e i tecnici della Direzione di Rai Sport, ora genere, impegnati nelle produzioni degli eventi ce la mettono tutta per restituire la magia dello sport e del suo valore sociale di inclusione.
Tante ore di diritti pagati sempre di più che abbiamo il dovere di trasmettere per missione assegnata.
Nessuno ci dice mai grazie per il servizio offerto, non lo farà mai la stampa che ci vuole male, ma certamente non lo si deve pretendere perché le cittadine e i cittadini pagano un canone, anche se il più basso d’Europa, per avere un servizio pubblico di massima qualità. Il canone basso non ci dà licenza di errori, non consente di fare quello che è accaduto durante i Campionati Europei di atletica in occasione della vittoria di Yeman Crippa ai 10000 mt. Evento storico, dal grande significato di inclusione, una vittoria che racchiude il senso dello sport. Vittoria che si è persa nel confuso, improvviso, inopportuno e mal comunicato cambio di rete. Ricordo che ormai diversi anni fa si attendeva la fine dei grandi eventi sportivi e di momenti importanti in diretta per cedere la linea al tg nel caso di sovrapposizione oraria. Si modulavano inizi e durate dei Tg in occasioni di eventi sportivi. Lo si fa per la Nazionale perché ora non più per gli altri sport?
Ricordo la disponibilità dei direttori dei Tg e la concertazione aziendale. Ora sembra tutto scollato, senza un coordinamento e senza nessuno che ci metta la testa e il cuore, nessuno che si prenda una responsabilità pur essendo pagati bene per prendersela dopo gravi errori come questo. Non si può giustificare tutto dicendo che c’è la rete tematica, non in questo caso. È buttare nel secchio i diritti sportivi di trasmissione con fatica ottenuti oltre che la fiducia del pubblico. È sconfortante poi il silenzio aziendale e le mancate scuse, doverose per chi deve rendere conto con trasparenza a chi paga il canone.
Il ripetersi frequente di questi episodi, che denotano scarsa attenzione nei riguardi dei tanti appassionati di sport che vorrebbero seguire gli eventi trasmessi sulle reti Rai, dimostrano una volta di più come l’Azienda ha bisogno di essere governata e amministrata bene anche dal punto di vista editoriale. Cosa ci facciamo del pareggio in bilancio se manchiamo la mission? Con la solita stantia scusa dell’autonomia editoriale l’Azienda di servizio pubblico viene lasciata in balia dei tanti e troppi interessi particolari di questo e quel direttore, di questo o quell’agente. Ecco che allora chiedere almeno scusa e individuare le responsabilità, stabilire buone pratiche attraverso rigide policy diventa volontà di volere cambiare davvero al di là delle belle cose scritte in qualsiasi piano industriale, come ben si sa lastricato di buone intenzioni.