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Rivive #NinoManfredi: in seconda serata su #Canale5, lo #SpecialeTg5 intitolato “Cinema, tv, musica: 100 fa Nino” in ricordo del grande Mandredi

Rivive Nino Manfredi: in seconda serata su Canale5

Rivive Nino Manfredi: in seconda serata su Canale5

Comunicato stampaIn occasione del centenario della nascita di Nino Manfredistasera, in seconda serata, su Canale 5, lo speciale TG5 di Clemente Mimun affidato ad Anna Praderio ricorda il grande attore dai mille volti, capace di alternare ruoli comici e drammatici, l’eroe umanissimo della commedia italiana, sempre presente nell’affetto di famiglia e amici, e nell’ammirazione di colleghi di tutte le generazioni.

La moglie Erminia, mostrando l’immagine di un giovane Nino, svela: “È una foto che amo tantissimo, la tengo davanti al letto e parlo con lui ogni giorno“. E Luca, il figlio, racconta: “Papà ha dedicato la sua vita al lavoro, che amava più di ogni altra cosa“. Per Roberta, la figlia, il padre è costantemente “nel mio cuore e il suo lavoro lo rende sempre presente“.

Per gli italiani è stato una sorta di persona di famiglia. Un artista completo, dal cinema al teatro, dalla musica alla tv alla pubblicità, con le famose campagne del caffè. E molti sono i testimoni delle sue qualità umane e professionali, raccolti in “Cinema, TV, Musica – 100 fa Nino” dalla giornalista del TG5.

Secondo Carlo Verdone, Manfredi è stato “un’artista pieno di grazia e stile, un mito della sua generazione“. Lino Banfi lo pensa come un “fratello maggiore” e Sabrina Ferilli come “il più grande Rugantino“. Edoardo Leo, che ha lavorato con lui, parla di un “gigante che ha attraversato tutti i generi, dalla commedia al dramma, da Pinocchio a Girolimoni“.

Per Enrico Vanzina, Nino ha regalato agli italiani “il suo dialetto, il suo modo di parlare, di un attore venuto dalla provincia, che faceva molto ridere, era semplice, ma al tempo stesso molto complesso“. Renzo Arbore conferma che “con Tanto pe’ canta’ Nino è entrato nel mito“. Leo Gullotta, infine, lo descrive come “molto attento sul lavoro, pignolo, sempre preparatissimo, dotato di una struttura interpretativa forte“. Così come Catherine Spaak ne rammenta l’essere “puntiglioso e un compagno di lavoro rispettoso e riservato“.