Tuttalativu.it

Soap & Novelas: #IlSegreto Quattordicesima storia inedita · L’INVERNO DI PUENTE VIEJO. IL NATALE PORTA RITORNI E MIRACOLI INASPETTATI!

Il Segreto Quattordicesima storia inedita, la storia continua … “Puente Viejo”

Soap&Novelas: Il Segreto Ottava Storia Inedita AURORA E LUCAS ANCORA INSIEME. A PUENTE VIEJO TORNA BEATRIZ DOS CASAS! SARÀ GUERRA CON MARCELA?

Dal mese di novembre 2020, in esclusiva mondiale vi proponiamo le storie inedite dei personaggi più amati della telenovela. Nel corso delle stagioni in tanti hanno lasciato Puente Viejo in cerca di un futuro migliore, chi per sfuggire a pericolosi nemici, chi per costruirsi una nuova vita. Ci siamo chiesti spesso cosa sia accaduto ai nostri beniamini. Il nostro blog vi svelerà in anteprima il loro destino con racconti nuovi, emozionanti e avvincenti per non abbandonare mai le vicende di Puente Viejo. E lo facciamo con questo post dedicato a Il Segreto, Quattordicesima storia inedita

Il Segreto · Un racconto di Natale

UNA NEVICATA IMBIANCA PUENTE VIEJO, RENDENDO ANCORA PIÙ DIFFICILE LA VITA DEI POCHI CHE HANNO SCELTO DI RIMANERE A VIVERE TRA LE ROVINE. NATALE È ALLE PORTE, MATIAS E MARCELA SI PREPARANO A PASSARLO DA SOLI NEL FREDDO RIGORE INVERNALE, QUANDO UNA SORPRESA INSPERATA GIUNGE A RISCALDARE I LORO CUORI!

PUENTE VIEJO 1931

Il primo nevischio giunse, a sorpresa, all’alba di Santa Catalina, quando ancora non era arrivato il mese di dicembre. Qualcosa d’insolito, un fenomeno esotico nella zona in quel periodo dell’anno. Sarebbe apparsa solo come una stranezza se quei piccoli fiocchi non fossero stati che un anticipo dell’avanzare dell’inverno che quell’anno avrebbe colpito con tutta la sua forza. Matias, Marcela e gli altri non si resero conto di tutto quello che stava per piombare loro addosso fino a quando, appena una settimana prima della Vigilia, una tormenta lasciò cadere su di loro più di un metro di neve. Per tre giorni e tre notti, il cielo non smise di castigarli.

Le temperature scesero in picchiata fino a toccare il minimo storico. Faceva tanto freddo che il fiume si congelò completamente, un evento che nemmeno i più vecchi tra gli abitanti ricordavano di aver mai visto. Sembrava che gli elementi si fossero accordati per rendere la vita difficile a quanti erano rimasti a Puente Viejo. Alla prima ora del giorno della Vigilia, Marcela e Matias si affannano per distruggere una trave a colpi di ascia. “Avevi ragione Marcela.” afferma Matias “Quando mi hai detto che dopo la partenza dei militari sarebbe iniziata la parte difficile. Hai centrato il bersaglio.”

“Non credere che non mi piacerebbe aver sbagliato.” sentenza Marcela con un velo di tristezza e una profonda rassegnazione sommate nelle sue parole. Una voce familiare giunge dall’angolo che la casa di Calisto forma con la via principale. “Matias! Marcela! Sono Tiburcio, ho una sorpresa per voi! Penso che oggi arriverà frutta e verdura dal magazzino. Se non siete riusciti a trovare un prosciutto per il Veglione di Natale…” Tiburcio ha già oltrepassato l’angolo e si avvicina con il carretto che ha improvvisato inchiodando delle travi alle ruote di un carro. Davanti ha legato due muli che scansano i cumuli di neve con il fiato corto.

Lui, invece, arriva camminando come se non facesse fatica. Continua ad essere un uomo eccezionalmente forte e mette in chiaro che nulla può tenergli testa, nemmeno un temporale. Matias e Marcela lanciano uno sguardo al carro mentre pensano a quello che Tiburcio stava dicendo avvicinandosi: cosa intendeva affermando che portava una sorpresa? Sono così presi dal contenuto del carro che non si accorgono che altri due muli si stanno avvicinando fino a quando non li hanno praticamente davanti. “Madre!Padre!” Matias si lancia nelle loro braccia. Marcela abbraccia a sua volta Matias e i suoceri.

L’emozione dell’incontro fa che si dimentichino del freddo e della fatica per qualche secondo. Tutti piangono per l’allegria. Anche Tiburcio deve passarsi le dita sugli occhi per evitare che le lacrime gli cadano sulla gote. “Alla fine le cose non vanno tanto male in questo Natale…”

Marcela riempie la stufa fino al bordo della porticina. Emilia l’aiuta a chiuderla con due presine; Marcela si lascia cadere su una sedia e lascia intravedere la stanchezza che ha accumulato come un debito che non riesce a saldare. Emilia informa la donna e il figlio delle ultime novità: “A Parigi è andato tutto meglio di quanto sperassimo. Aurora ha fatto tutto quello che poteva, come potete immaginare, per la causa della repubblica: per questo un gruppo di monarchici ha deciso di aggredirla. Fortunatamente, Lucas Moliner è apparso nel momento giusto. Una storia lunga, Alfonso potrà darvi maggiori dettagli…”

“E cosa ci dici di te madre?” domanda Matias. “Il trattamento del medico amico di Aurora mi ha dato una (proroga) di vita che è un vero regalo. Un dono di cui devo approfittare con le persone che amo di più: e parlando dei presenti, so che avremmo dovuto portare qualcosa di più, ma non potevamo caricare troppo i muli con questa nevicata.” “Avervi qui per Natale è il regalo migliore.” dice Marcela, esprimendo a parole quello che pensa anche Matias. Emilia vuole sapere come procede la vita a Puente Viejo e Marcela risponde che da quando se ne sono andati i fratelli Ramirez, il paese è molto più unito.

Poi la donna fa un’altra domanda: “Continuate a pensare di rimanere a Puente Viejo? “Certo!” afferma Matia, “abbiamo lottato molto. Se ce ne andassimo, sarebbe come se tutto quello per cui abbiamo combattuto non valesse nulla.” Emilia, però, pensa che la soluzione migliore sia quella di trasferirsi tutti a Cuba con Maria. Matias reagisce, la sua emozione si trasforma in rabbia mentre ascolta la madre. Emilia prende la mano del figlio, tentando di essere più convincente possibile mentre enumera le ragioni per chiedergli di abbandonare, ma il ragazzo è irremovibile ed esce di casa. Marcela spera che arrivi un Miracolo…

Matias sale verso la parte alta del paese il più rapidamente possibile, riuscendo a essere abbastanza leggero per non affondare nella neve. Non cerca nessuno: vuole stare solo e sa dove andare per evitare le poche case ancora abitate. I paesani hanno capito che ogni grado che perdono è molto difficile da recuperare dopo, e tendono a isolarsi il più possibile. Avanza in silenzio e a tessa bassa. Se le parole di Emilia lo hanno spinto a uscire in questo modo è perchè in fondo sa che quello che dice sua madre è ragionevole, anche se per lui è una sconfitta intollerabile. Una spessa nebbia sta cadendo sulle vie del paese e il freddo inizia a infilarsi tra le pieghe degli abiti, cercando spazio sulla pelle.

Nonostante questo continua a girare fino a quando non perde la nozione del tempo. Alla fine non può non notare che il freddo che sale dal suolo e che gli arriva superando la pelle degli stivali e il tessuto delle doppie calze. Tutti questi segnali dovrebbero esser abbastanza perchè Matias tornasse a casa, con il calore della stufa con Marcela ed Emilia ma il freddo comincia a fare effetto sul suo cervello. Quando inizia a sentirsi nauseato, qualcosa cattura la sua attenzione a qualche metro da lui. Tra luce e ombra, vede due silhouette che si stagliano nella bruma. Una coppia familiare che non può non evitare di riconoscere. “Raimundo! Donna Francisca!”

Dopo aver gridato i loro nomi non può fare altro che vergognarsi. Quello che vede non ha senso ma deve togliersi ogni dubbio e capire chi sono quelle due figure che vede nella nebbia. Tutti i suoi sforzi, però, sono inutili: più si avvicina più le figure sembrano allontanarsi a qualsiasi velocità cammini. Non ha modo di spiegarlo salvo che si tratti di un’allucinazione, ma li percepisce così reali che non può smettere di seguirli. Così continua ad allontanarsi ma il freddo lo ferma e, prima di cadere, gli sembra che Raimundo gli indichi la vecchia casa del medico. La mano dell’ombra indica un albero di noce che si trova proprio al centro del patio. Matias si rende conto che è caduto e sente la neve sul suo volto.

Questa sensazione lo tiene sveglio solo per qualche secondo: torna a guardare il luogo che la figura, che sembra essere Raimundo, gli sta indicando. Ma non c’è tempo. Non riesce a tenere gli occhi aperti, non ce la fa più.

Quando Alfonso e Camelia trovano Matias, lui è quasi congelato. Con l’aiuto di Tiburcio, che fortunatamente non aveva ancora finito di recapitare le verdure che aveva portato da La Puebla, riescono a riportarlo a casa. Gli mettono degli indumenti asciutti e lo sistemano al caldo. Sono riusciti a evitare una tragedia; Emilia e Marcela gli riscaldano le mani e i piedi fino a quando non arriva un pò di calore, ma sono preoccupate dai segni di congelamento sulla punta delle dita. Ma peggio è quello che afferma Matias: ogni parola che pronuncia gela il loro sangue “Vi giuro ho visto nonna Raimundo, con Donna Francisca a braccetto.”

Tutti si guardano preoccupati: sembra che il freddo abbia colpito Matias più di quanto avessero immaginato. “Mi ha portato fino alla vecchia casa del medico, e mi ha indicato la noce nel patio. Come se lì ci fosse qualcosa che dovremmo vedere. Dobbiamo cercare, potrebbe esserci un corpo, qualcuno che abbiamo dimenticato dopo le esplosioni.” Matias non riceve la risposta che sperava, ma vede solo sguardi che s’incrociano per non incontrare il suo. Solo Camelia si avvicina a suo padre, lo abbraccia e dice: “Io ti credo papà, se dici di averlo visto allora è vero.” Le parole di Camelia colpiscono Alfonso che annuncia “Andremo tutti a vedere di cosa si tratta”.

L’ultima cosa che Alfonso ed Emilia avrebbero immaginato, è passare la notte della Vigilia scavando un buco nel patio della casa del medico, seguendo le istruzioni di una supposta apparizione di Raimundo che Matias afferma di aver visto. Almeno, non sentono troppo freddo perchè hanno acceso un bel fuoco con i rami secchi del noce. Non solo Alfonso e Matias stanno lavorando nel patio; Marcela ed Emilia, con Camelia come aiutante, formano una catena umana per trasportare la terra che ora hanno cominciato a togliere a buon ritmo. Dopo aver scavato mezzo metro, per Alfonso e Matias diventa difficile lavorare e in più stanno finendo la legna di noce da bruciare.

Alfonso ed Emilia cercano di convincere Matias a riprendere i lavori il giorno successivo. Ma Camelia prende la pala che le ha regalato suo nonno, che pesa quanto lei, e prende posto nella buca. Camelia colpisce con la pala con tutta la sua forza il fondo della buca. Il suono metallico che si leva quando un oggetto viene toccato con lo stesso materiale fa trattenere a tutti il respiro. Hanno trovato qualcosa! Subito, Matias e Alfonso con il piccone e la pala scavano intorno alla cassa di legno che va intravedendosi sul fondo della buca. “Che cos’è?” dice Marcela, senza poter trattenere un brivido, “Una bara?” Quando alla fine portano alla luce la serratura metallica che tiene chiusa la cassa, arriva il momento di aprirla.

Tutti sono impressionati. Matias dà un colpo con il piccone che riesce a muovere la serratura, senza romperla. Deve sforzarsi; un colpo, e un altro. Alla fine la serratura si rompe e il coperchio di legno si apre con uno scricchiolio. Alfonso apre la cassa, la luce si diffonde tingendo di dorato quanto è contenuto. Camelia chiede quello che tutti vorrebbero sapere: “Ma è un tesoro?” Marcela guarda Matias e fa riferimento alla conversazione avuta poco prima. “Questo è un miracolo, proprio quello di cui avevamo bisogno!”

FINE DODICESIMA PARTE…


 Il Segreto, la storia continua… A GENNAIO : MARTA E ADOLFO

IL RITORNO DI MARTA E ADOLFO

DOPO UNA FUGA ROCAMBOLESCA, I DUE AMANTI TORNANO IN FAMIGLIA. COSA AVRANNO DA RACCONTARE?