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Soap & Novelas: #IlSegreto Tredicesima storia inedita · L’ULTIMA NOTTE DI PUENTE VIEJO. RIUSCIRANNO A SALVARE IL LORO AMATO PAESE?

Il Segreto Tredicesima storia inedita, la storia continua … “Puente Viejo”

Soap&Novelas: Il Segreto Ottava Storia Inedita AURORA E LUCAS ANCORA INSIEME. A PUENTE VIEJO TORNA BEATRIZ DOS CASAS! SARÀ GUERRA CON MARCELA?

Dal mese di novembre 2020, in esclusiva mondiale vi proponiamo le storie inedite dei personaggi più amati della telenovela. Nel corso delle stagioni in tanti hanno lasciato Puente Viejo in cerca di un futuro migliore, chi per sfuggire a pericolosi nemici, chi per costruirsi una nuova vita. Ci siamo chiesti spesso cosa sia accaduto ai nostri beniamini. Il nostro blog vi svelerà in anteprima il loro destino con racconti nuovi, emozionanti e avvincenti per non abbandonare mai le vicende di Puente Viejo. E lo facciamo con questo post dedicato a Il Segreto, Tredicesima storia inedita

Il Segreto · Un tentativo disperato

IL NUCLEO DI RESIDENTI ANCORA ASSERRAGLIATI A PUENTE VIEJO SI TROVA IN GRANDE PERICOLO: LA GUARNIGIONE MILITARE, DOPO IL FERIMENTO DI UN SOLDATO, NON È PIÙ DISPOSTA ALLA MEDIAZIONE. ALICIA E TOMAS, DA MADRID, SENTONO DI AVERE LE MANI LEGATE E SONO ROSI DALLA PREOCCUPAZIONE PER GLI AMICI CHE SONO RIMASTI AL VILLAGGIO. A QUALE DESTINO VANNO INCONTRO MATIAS, MARCELA, HIPOLITO, DOLORES E TIBURCIO?

MADRID / PUENTE VIEJO / BILBAO 1931

Il suono del telefono fa sussultare Marcela e Tomas, che si scambiano un’occhiata di profonda preoccupazione. Si sono attardati fino a sera in ufficio, aspettando notizie da Puente Viejo. Hipolito li aveva avvisati che i fratelli Ramirez avevano accettato un incontro di negoziazione e avevano chiesto un appuntamento dietro al lavatoio con i militari. Non hanno saputo di più, e sperano che la loro strategia di chiedere aiuto al primogenito dei Miranar abbia sortito un qualche effetto e che riceveranno buone notizie. Alicia si mette in comunicazione avvicinando l’auricolare a Tomas, ma non è Hipolito a parlare: è il comandante della guarnigione che assedia Puente Viejo!

“Signorina Urrutia, sono il comandante Bravo. Abbiamo dimostrato tutta la pazienza del mondo, proprio come ci avete chiesto, ma ora basta! Hanno sparato al mio aiutante di campo. Fortunatamente sopravviverà, ma c’è mancato poco perchè il proiettile gli attraversasse il cuore. Questa è una dichiarazione di guerra!” Alicia spaventata dice “Comandante, per favore, non fate nulla di cui potremmo pentirci.”

“Questo andate a dirlo a quanti ci hanno teso la trappola! Sono loro a obbligarci ad agire: succeda quel che succeda, ricadrà sulla vostra coscienza! Presto risponderemo alla provocazione. I miei superiori mi hanno ordinato di evacuare il villaggio a ogni costo e ho tutte le intenzioni di farlo. Buonasera, signorina Urrutia.” Alicia non ha la possibilità di intercedere per la gente di Puente Viejo, il comandante mette fine alla comunicazione senza lasciare il tempo di difenderli.

“Hanno sparato a un officiale?” chiede Tomas, “che pazzia è mai questa?” “Non lo so ma dobbiamo prepararci al peggio.” risponde Alicia, bianca come un cencio. “Dobbiamo svegliare molta gente, non possiamo lasciarli soli. Sarà un massacro.”

Mentre Alicia e Tomas si disperano a Madrid, a Puente Viejo non si danno tregua: Matias ha organizzato dei turni di vigilanza per paura di rappresaglie dei militari. Il gruppo di Manuela e la famiglia di Filo sono appostati dove i Miranar erano stati fermati quella stessa mattina; Tiburcio si trova nella zona sud con altri due uomini. Matias ha mandato il resto a riposare. “Dovremmo fare qualcosa con i fratelli Ramirez” dice Hipolito “Dobbiamo fermare questa pazzia, pensare a una soluzione prima che degeneri!”

Un teso silenzio si diffonde tra tutti i presenti. Dolores li cerca con lo sguardo. Spera in un’idea che possa portare la luce nelle tenebre che li minacciano di lasciarli senza speranza. Non trova nulla però. Marcela capisce che deve essere lei a dire la verità: si avvicina a lei e tenta di essere il più dolce possibile in una situazione limite come quella che stanno vivendo. Dall’altra parte però, non vuole mentirle. “Se i militari ci attaccheranno, saremo come formiche contro gli elefanti.” “Vuol dire che moriremo tutti?” dice Dolores con aria affranta.

Hipolito si avvicina e l’abbraccia, mentre si rivolge a Matias “Dovremmo prendere in considerazione la resa: issare bandiera bianca, consegnare le armi.” “Quei soldati devono essere furiosi” risponde Matias “se ci arrenderemo adesso si vendicheranno ugualmente. Questa è la fine amico Hipolito. Sarebbe stato meglio non foste venuti, ora il nostro finale sarà anche il vostro.” Hipolito nega con la testa, ma non c’è paura nelle sua risposta, anzi le sue parole sono cariche di determinazione: “Mi rifiuto di pensare che non si possa fare nulla. Devo andare alla Puebla e chiamare Alicia, Ora!”

Quando aveva affermato di dover parlare con Alicia al telefono, Hipolito non si era reso conto di tutto quello che quella frase avrebbe comportato. Ci sarebbero casi in cui sarebbe meglio stare zitti. O pensare a una strada alternativa che ti conduca al tuo obiettivo. Questa due idee gli ronzavano in testa mentre avanza a carponi tra i giunchi e il fango della riva del fiume, con l’acqua gelata che gli lambisce i calcagni. Manuel ha scelto di accompagnarlo in questa incursione alla disperata per raggiungere la Puebla e chiamare Madrid.

Se Hipolito fosse stato sincero avrebbe ammesso di essere spaventato. Tanto da sentire la mancanza dell’attività familiare di La Puebla, che ha lasciato nelle mani di due impiegati. Ma non vuole e non può fermarsi. Sa bene che deve fare ciò che è in suo potere per salvare gli ultimi abitanti di Puente Viejo, per non parlare della propria madre e Tiburcio. Lui stesso deve sopravvivere, non può immaginare di non rivedere sua figlia. Ha promesso a Gracia che per lei ci sarebbe sempre stato, nonostante la distanza che gli ha imposto perchè la sua famiglia la crescesse. Non ha intenzione di venir meno alla sua parola.

Quando un bagliore di luce appare sul cammino, Manuela spinge Hipolito vicino a un pioppo che si erge sulla riva. Per qualche secondo non si permettono nè di respirare, nè di emettere alcun suono. Per fortuna, la pattuglia non gli individua e passa oltre. I due uomini lasciano la poca protezione del pioppo e si perdono nella notte nera.

Mentre Hipolito si nasconde tra le fratte e gli alberi, Don Ignacio Solozabal si riunisce in un ristorante del quartiere di San Francisco, a Bilbao, con il generale Palomo. Una visita che gli ha fatto ottenere il Capitano che è il suo contatto con le compagnie militari, grazie ad Alicia. Non è solo il militare di grado maggiore che potesse incontrare, ma anche colui che ha inviato il reggimento che sta assediando Puente Viejo. “Dovete fare qualcosa, Generale. Voi potreste fermare tutto questo. Quanti sono rimasti a Puente Viejo sono persone umili, vogliono solo continuare a vivere nella terra dei loro avi.”

“Dalle notizie che ho ricevuto, sono tutto fuorchè umili. Hanno ferito gravemente un sottufficiale quando avevano chiesto di negoziare. Mi sembrano traditori oltre che pericolosi.” afferma il Generale, ma Ignacio continua “Stiamo ancora tentando di capire quello che è successo; sono sicuro sia tutto risultato da un fraintendimento che non riusciamo a decifrare. Non potete condannarli per un errore. Deve esserci un altro modo”

Il generale abbandona il merluzzo alla biscaglina e si alza prima di dettare la sentenza: “Potrebbe, ma in altre circostanze. Alcuni degli uomini che circondano Puente Viejo sono ai miei ordini, come dite. Vendicheranno il loro commilitone: occhio per occhio, dente per dente. Così deve essere.”

La luna è finalmente svelata, libera dalle nubi che la impedivano di illuminare la notte di Puente Viejo. Matias e Marcela sono seduti alla porta della Locanda, guardando il cielo per non vedere i resti delle macerie che ancora ingombrano un lato della piazza, a monito di essere sopravvissuti all’inferno causato da Don Filiberto. Matias si gira verso Marcela e le prende la mano “Mi dispiace tesoro, davvero. Non volevo finisse così, moriremo tutti, per colpa mia.” La voce di Matias è colma di sconfitta e di rimorso per aver condannato a morte tutti quelli che non hanno lasciato Puente Viejo.

Marcela tenta di confortarlo “Quelli che sono rimasti lo hanno fatto perchè volevano, o pensavano di volerlo. Non devi mortificarti così”. “Magari potessi evitarlo. Non è solo per gli altri, mi terrorizza pensare di perdere te e Camelia. Che questa possa essere l’ultima notte in cui siamo insieme.” Marcela si avvicina a Matias e per un momento si spaventa vedendo quanto sia dimagrito in pochi mesi. Sono passate solo alcune settimane, ma ha la sensazione siano passati secoli. “Zitto Matias. Voglio sentire come mi desideri: se questa è la nostra ultima notte non voglio andarmene senza averti amato un’ultima volta.”

L’abbraccio si fa più serrato e Marcela cerca con le sue labbra quelle di Matias. Le sfiora appena, ma è sufficiente per sentire qualcosa di diverso dalla paura che finora ha eliminato qualsiasi altro tipo di sentimento. Matias si lascia trasportare. Ai baci seguono le carezze, le sue mani riconoscono il territorio familiare dei loro corpi. La vita si apre anche quando la morte sta bussando alla loro porta: questo pensa Matias prima di lasciarsi andare, la mente vuota, concentrato a godersi il momento con l’amore della sua vita.

Hipolito torna dalla sua missione all’alba. Manuel lo ha portato da Puente Viejo a La Puebla, riconsegnandolo sano e salvo. Per quanto concerne Alicia, è riuscito a parlare con lei e ha saputo di quello che sta facendo Tomas a Madrid, oltre a quello che Don Ignacio è riuscito a portare in porto a Bilbao. Tutti quelli che possono fare qualcosa per Puente Viejo hanno passato la notte in bianco ma senza risultati. Matias si prende carico della situazione, fa calcoli su quando potrà affrontare il gruppo di militari che li circondano, molti di loro con esperienze nelle guerre in Africa, assetati di sangue e vendetta.

“Bisogna far uscire le donne e i bambini, nasconderli in un luogo in cui non possano arrivare i soldati. La cantina sotto la casa del medico è rimasta intatta, sotto le macerie… Mi sembra l’unico modo che abbiamo per salvarli. I militari dovranno affrontare quelli che rimangono fuori, sperando sia sufficiente”. Marcela si volta verso Matias con una determinazione negli occhi e nei gesti che spaventa.

“Questo non succederà, Matias Castaneda. In nessun modo mi nasconderò mentre voi affrontate i soldati, non lo permetterò”. Prima che Matias e Hipolito possano fare nulla, Marcela gira l’angolo e si perde nelle viuzze. I due si chiedono cosa le abbia preso e cosa significhi andarsene in quel modo.

Matias non avrebbe lasciato che Marcela se ne andasse se avrebbe saputo che sarebbe corsa direttamente alla casa dei fratelli Ramirez. Sono loro che la vanno incontro, armati di fucili che hanno provocato la rovina di Puente Viejo. “Tuo marito ti manda a chiedere aiuto? Che coraggiosa! Sù, torna da dove sei venuta e lasciaci in pace! E vai a dire a Matias che se vuole parlare con noi venga di persona!” Marcela non arretra di un passo, sostiene il loro sguardo. “Non siete coscienti di quello che sta arrivando per colpa delle vostre stupidità”.

“Vedremo a chi arriverà la rovina di cui parli” risponde il minore dei fratelli, toccando il grilletto del fucile. “Venderemo cara la pelle. Qualunque cosa tu sia venuta a fare, è meglio che ritorni di chi ti ha mandato a visitarci” ribatte il fratello maggiore con uno sguardo di disprezzo “Non abbiamo nulla da dire a una donna.” Marcela allora, alza la voce perchè la possano sentire dentro casa. Quando i fratelli Ramirez sono quasi al punto di colpire Marcela, la moglie di Esteban e madre dei fratelli Ramirez esce di casa.

Basta che appaia e guardi i figli perchè loro facciano un passo indietro. Il fratello maggiore tenta di convincere la madre a non parlare con Marcela, ma lei ribadisce “Voi non mi dite con chi posso o non posso parlare. Vi ho lasciato fare fin troppo. Vieni Marcela, parleremo dentro, non hai nulla da temere.” Marcela la segue senza dire una parola, mentre i fratelli trattengono a stento la rabbia.

Quella stessa sera, quando il sole comincia a tramontare, i soldati entrano a Puente Viejo senza che nessuno abbia loro impedito l’accesso. Si sono divisi in tre colonne e avanzano verso il centro del villaggio, controllando gli edifici, con i fucili spiegati e pronti a sparare. Il suono dei loro stivali risuona nelle vie vuote. Si scambiano gli ordini a voce bassa, pronti a sparare a qualunque cosa si muova, ma nessuno va loro incontro. Alcuni guardano i loro superiori, che sono alla guida dell’avanzata, che a loro volta si chiedono se la gente del villaggio sia sparita per magia.

I tre plotoni confluiscono nella piazza senza sparare un colpo e lì incontrano Matias, disarmato e con le mani in alto, accompagnato da Hipolito. “Non sparate! Sono un iviato del Governo. Sono passato dai vostri controlli per arrivare qui, mi chiamo Hipolito Miranar.” I fucili sono puntati su Matias, ha la sensazione che potrebbero sparare da un momento all’altro. Hipolito si prepara a difenderlo per evitarlo. Un giovane tenente avanza con il revolver in mano. L’unica cosa che il figlio di Dolores possiede per difenersi è la documentazione che accredita la sua missione ufficiale.

Il Comandante Bravo appare con vari ufficiali; sono stati gli ultimi ad arrivare e sono sorpresi dalla facilità con cui sono entrati in paese. Hipolito si fa avanti con il capo delle truppe “La sua missione è terminata, consegneremo alla Guardia Civile di Munia i responsabili dello sparo che ha ferito il vostro aiutante. Il Ministero è già informato, pagheranno per quello che hanno fatto. Potete fare quello che vi dico, o essere un’unità responsabile della morte di donne e bambini a sangue freddo contravvenendo a un ordine diretto. Questo farebbe convocare un consiglio di guerra dal quale tutti uscirebbero in ginocchio, non penso voglia condannare in questo modo i vostri uomini.”

I soldati impiegano qualche ora per smontare l’accampamento. All’alba del giorno seguente la carovana militare si allontana da Puente Viejo senza lasciare tracce, se non una colonna di polvere che il vento s’incarica di soffiar via in pochi secondi. “Tutto è bene ciò che finisce bene” risponde Tiburcio abbracciando Dolores, tanto emozionata da non riuscire a parlare. “Questa volta ce l’abbiamo fatta per un pelo. Dobbiamo ringraziare te Marcela. Senza il tuo aiuto ce la saremmo vista brutta” aggiunge Hipolito.

Marcela accenna un sorriso ma c’è un velo di tristezza nel suo sguardo. Matias tenta di animarla. “Devi rallegrare quel viso! Dobbiamo esserti grati, come ha detto Hipolito. Se non avessi convinto Hortensia perchè consegnasse i suoi figli alle autorità, la situazione sarebbe molto diversa. Abbiamo vinto grazie a te!” Marcela continua ad apparire compunta. “Vinto? Pensi davvero che questa sia una vittoria? Abbiamo lottato per un luogo che non vale nulla. Siamo isolati e con appena una dozzina di persone. Ora inizia la parte difficile”.

FINE UNDICESIMA PARTE…


 Il Segreto, la storia continua… A DICEMBRE: PUENTE VIEJO È SALVA O NO?

PUENTE VIEJO È DAVVERO SALVA?

I SOLDATI HANNO LASCIATO IL VILLAGGIO, MA LE MACERIE E I POCHI ABITANTI RIMASTI DEVONO AFFRONTARE LA REALTÀ. È POSSIBILE DARE UN FUTURO ALLA LORO AMATA PUENTE VIEJO O SAREBBE MEGLIO LASCIARLA PER SEMPRE?