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Soap & Novelas: #IlSegreto Undicesima storia inedita · IGNACIO E MANUELA A BILBAO. UN DEBUTTO IN SOCIETÀ MOLTO ANIMATO…

Il Segreto Undicesima storia inedita, la storia continua … “Il debutto in Società”

Soap&Novelas: Il Segreto Ottava Storia Inedita AURORA E LUCAS ANCORA INSIEME. A PUENTE VIEJO TORNA BEATRIZ DOS CASAS! SARÀ GUERRA CON MARCELA?

Dal mese di novembre 2020, in esclusiva mondiale vi proponiamo le storie inedite dei personaggi più amati della telenovela. Nel corso delle stagioni in tanti hanno lasciato Puente Viejo in cerca di un futuro migliore, chi per sfuggire a pericolosi nemici, chi per costruirsi una nuova vita. Ci siamo chiesti spesso cosa sia accaduto ai nostri beniamini. Il nostro blog vi svelerà in anteprima il loro destino con racconti nuovi, emozionanti e avvincenti per non abbandonare mai le vicende di Puente Viejo. E lo facciamo con questo post dedicato a Il Segreto, Undicesima storia inedita

Il Segreto · Manuela e Ignacio

DON IGNACIO E MANUELA SONO A BILBAO: HANNO LASCIATO PUENTE VIEJO SENZA SPERANZE PER TROVARE RIFUGIO NELLA TANA DEL LUPO. IN CITTÀ, INFATTI, L’IMPRENDITORE NON HA ALCUNA INTENZIONE DI NASCONDERE LA SUA RELAZIONE CON LA GOVERNANTE. MA COME REAGIRANNO I BENPENSANTI DI FRONTE A QUELLO CHE EFFETTIVAMENTE È UN RAPPORTO ILLEGGITTIMO E ADULTERINO?

Soap&Novelas: Il Segreto settimana dal 17 al 22 gennaio 2021

BILBAO 1931

Davanti allo specchio, Manuela si pente di aver dato retta alla pazzia di Don Ignacio. Avrebbe dovuto rispondere “no” alla sua proposta di accompagnarlo a uno dei balli della Società di Bilbao. Ora, però, è tardi e l’immagine che le restituisce la superficie riflettente è quella di una donna stanca. Non le piace avere paura, nè tantomeno sentirsi un’impostora. Senza dubbio, non diminuisce l’inquietudine nel non riconoscersi truccata e acconciata per la festa, con il vestito di gala che Carolina l’ha aiutata a scegliere. Toglie gli occhi dallo specchio, non vuole più guardarsi. Pensa solo a fuggire, uscire correndo. Scomparire.

Tre giorni prima erano giunti alla stazione dopo un viaggio grigio come le nubi che li avevano accompagnati. L’amarezza dell’addio di era decantata nei lunghi silenzi prolungati e le lacrime furtive. Non appena Don Ignacio e Manuela erano scesi dallo scompartimento, avevano riconosciuto voci familiari. Carolina e Pablo si stavano avvicinando al treno. Carolina li aveva abbracciati entrambi, mentre Pablo aveva stretto con forza la mano del suo benefattore. Don Ignacio aveva notato con piacere che il ragazzo era guarito completamente dalla ferita alla spalla. “Quando abbiamo ricevuto la vostra chiamata, ci stavamo organizzando per tornare.” dice il giovane.

“La situazione a Puente Viejo si era fatta insostenibile.” aveva dichiarato Don Ignacio mettendosi a camminare “li non c’è alcun futuro per noi.” Anche a Bilbao la situazione era piuttosto tesa a causa dei sindacati. Don Ignacio si era preso un momento prima di continuare la conversazione; aveva guardato Manuela, che gli aveva fatto un cenno d’assenso, per poi chiedere ai ragazzi di attendere. Carolina e Pablo li avevano osservati senza muovere le palpebre, temendo potessero essere cattive notizie. Ignacio non sapeva bene come affrontare l’argomento “Manuela e io stiamo per… noi due… Dunque, non so come dirlo…” Carolina aveva compreso dall’espressione del padre quello che cercava di dire “State insieme? Siete innamorati?”

Prima che Don Ignacio e Manuela potessero confermare, i ragazzi si erano lanciati per abbracciarli nuovamente. “Abbiamo molto da festeggiare! Siete arrivati e state insieme, finalmente siamo davvero una famiglia! Non avremmo potuto ricevere notizia migliore, d’ora in poi non potrà accadere nulla di male.” Manuela si era lasciata coprire d’affetto da Pablo e Carolina ma temeva già le conseguenze del loro ritorno come coppia non consacrata. Il peggio stava per arrivare.

Il disastro ebbe inizio con la prima occhiata che ricevettero. Due dei cugini di Don Ignacio, si presentarono per dargli il benvenuto e spiegarli che avevano organizzato un pranzo di famiglia per il giorno seguente. Almeno, questa era la loro idea fino a quando Don Ignacio spiegò quello che aveva comunicato ai ragazzi alla stazione: aveva una relazione sentimentale con Manuela, la donna che aveva sempre lavorato nella loro casa e che uno dei due cugini presenti conosceva da tempo. I gesti d’affetto e i sorrisi avevano lasciato spazio a sguardi scomodi e frasi sottovoce, con toni di rimprovero “Ignacio, quello che ci hai appena detto sarà causa di scandalo.” disse Joseba, uno dei pilastri della famiglia.

“Devi essere impazzito” intervenne Felix, il minore fra i cugini “Se pensi che qui si accettino queste modernità… Il consiglio di famiglia non la prenderà bene… E questo pasto era un modo per dirti che ti ricevono a braccia aperte nonostante tutti i problemi che hai avuto.” Joseba continuò “Io ti capisco, davvero: Manuela è un vero bocconcino. Potresti fare quello che vuoi ma a porte chiuse.” A quel punto, Ignacio esplose: si alzò e fu tagliente nel tono e nei gesti “Mi state chiedendo che rinunci a vivere come desidero. Non lo permetterò, nè a questo punto mi nasconderò. Se ai miei figli va bene che abbia iniziato una relazione con Manuela, non vedo perchè ci debbano essere altri a cui dare retta oltre a loro.”

Non appena i cugini se ne furono andati, Manuela si mostrò sconfitta “Questo non andrà a finire bene, non sarei dovuta venire.” Carolina e Pablo tentarono di toglierle quel pensiero dalla mente, lasciando intendere chiaramente che l’appoggiavano senza alcun dubbio. Manuela apprezzò le parole dei ragazzi, ma sapeva che presentarsi alla stazione di Bilbao con Don Ignacio era stato un errore: in quel momento comprese che il punto a cui arrivavano le sue paure era solo la punta dell’iceberg.

Il mattino seguente un ragazzino si presentò con una nota per Don Ignacio; avevano sospeso il pranzo di famiglia con la scusa di avere molti impegni. Mentre Manuela tirò un sospiro di sollievo, il Solozabal era sempre più infuriato. Poi all’uomo venne un’idea che, in un altro momento avrebbe disarmato Manuela ma che qui le fece temere di passare dalla padella alla brace. “Ci sarà una cena della Società di Bilbao a cui sono certo parteciperanno tutti. Ci presenteremo là, insieme!” Manuela disse “Non ci siamo riusciti con la tua famiglia e andiamo ad aggiungere alla lista tutti i nomi più illustri della città?” Pablo aggiunse più legna al fuoco della sua inquietudine, irrompendo in sala con un telegramma da Madrid “Notizie da Puente Viejo, è di Alicia!”

Il messaggio riassumeva, per prima cosa, come si stesse avvelenando la situazione per Matias e chi aveva deciso di restare. La seconda parte del testo sollecitava appoggio. Alicia spiegava a Don Ignacio che lui avrebbe dovuto contattare qualcuno per vie ufficiali, gli chiedeva che quella conversazione si effettuasse quella stessa mattina. Lei avrebbe atteso nel suo ufficio. Il Solozabal chiese a Carolina se poteva accompagnare Manuela al negozio della signora Iribarren. La donna tentò di negarsi: sapeva bene che la signora Iribarren era la modista più famosa della città e ciò significava che Don Ignacio era davvero disposto a presentarsi con lei alla cena di gala. E non era il momento per mettersi a discutere.

La priorità. da quando era arrivato il telegramma, era verso l’incerto destino che sembrava tracciato per gli ultimi resistenti. “Ci sarà qualche margine di negoziazione, no?”  chiese Pablo tornando al discorso Puente Viejo. Ignacio rispose “Temo che a questo punto non ci sia modo di far ragionare Matias. Noi abbiamo già tentato in tutti i modi perchè accettasse l’inevitabile, ma non è servito a nulla. Sono convinti che nessuno possa fare nulla contro di loro. Dovranno passare sui nostri cadaveri, cosi hanno detto.” ” Speriamo che non si arrivi a tanto. Che alla fine vinca la ragione.” intervenne Manuela. Don Ignacio si rivolse a Pablo: “Dobbiamo affrettarci. Se Alicia pensa che possiamo fare qualcosa, dobbiamo farci dare disposizioni.”

Nell’atelier, Manuela e Carolina continuarono a conversare su cosa sarebbe potuto accadere a Matias se nessuno avesse trovato rimedio. Dovevano sforzarsi, soprattutto Manuela che doveva provarsi dei vestiti meravigliosi. La Signora del negozio aveva un buon occhio per la moda e una grande capacità di osservazione. Non tardò a capire che c’era stato un cambiamento nella posizione di Manuela: non scordava mai un volto o un nome. E sapeva che quella ragazza era già venuta prima, ma come parte del servizio delle ragazze Solozabal.

“Con questo vestito sareste elegante e attraente.” ma Manuela ne dubitava: il vestito che aveva provato le stava a pennello ma non sembrava convinta. La Signora Iribarren disse stringendo il braccio di Manuela con un gesto di solidarietà “Non vi cambiate, voglio provare qualcosa.” La modista tornò con due pacchetti avvolti nella carta: erano un cappellino e una borsetta che completavano l’abbinamento. “Questi sono un dono della casa, un regalo di benvenuto… come cliente. E oltretutto, simpatizzo con voi: non tutte siamo nate nella ricchezza. Siete molto coraggiosa e non lasciatevi intimidire. La maggior parte di chi vi criticherà ha molto da nascondere, potete tenere la testa ben alta.” Manuel riconobbe con un sorriso la gentilezza della modista, l’empatia che dimostrava e il suo consiglio. Tentò di concentrarsi su altro come le aveva detto Carolina e si vide bellissima.

Manuela continua a ripetersi quello che la modista le ha detto ma qui, avanti allo specchio, ha voglia di darsela a gambe levate. Continua a ripensare agli ultimi giorni facendosi un esame di coscienza. Ha tentato di farsi forza per non lasciarsi intimidire e abbassare la testa. Ormai era ora, si sforza di sorridere ed essere radiosa. Ignacio le dice che è bellissima. Manuela lo prende sottobraccio: capisce cosa vuole fare il Solozabal. Un mondo migliore, più giusto, a cominciare da quello che li circonda. Anche se questo potrebbe avere conseguenze negative per lui; si ricorda perchè è innamorata di quest’uomo, disposto ad affrontare di tutto per difendere quello in cui crede.

A Manuela mancano le forze all’ultimo istante, proprio mentre stanno facendo il loro ingresso nel gigante foyer illuminato da lampade che dà accesso al gran salone. Tenta di ricordare tutto quello che Ignacio le aveva raccontato nel tragitto in auto che hanno fatto sotto la pioggia. “L’unica opinione di cui m’importa è quello di mio zio Nicolas, presidente del consiglio di famiglia. Tutti lo rispettano. Mi ha sempre tenuto in grande stima da quando ero un ragazzo, e ho sempre potuto contare su di lui come un valente alleato. Spero di avere il suo appoggio.” “E se non fosse così?” Il silenzio di Don Ignacio è eloquente: non esiste un piano b, nè tantomeno il tempo per ulteriori spiegazioni. L’incaricato della Società apre la porta, è l’ora della verità.

Un uragano di silenzio si abbatte in un secondo spegnendo le futili conversazioni e i saluti che i presenti si stavano scambiando. Tutti gli sguardi si rivolgono a loro. Manuela tiene la testa alta, sente su di sè gli occhi pieni di accuse e insulti, ma non le importa. Al braccio di Don Ignacio si sente invulnerabile.

Lo zio Nicolas si avvicina… Don Ignacio si fonde in un abbraccio con lui: gli sguardi che li segnalano cominciano a scaldarsi e i gesti si addolciscono dopo questo affettuoso benvenuto. Ignacio presenta alla zio, Manuela. “So di chi si tratta, e voglio darvi il benvenuto signorina. Spero non vi sentiate intimidita.” “Non è facile intimidirmi, so dove vado a cacciarmi.” risponde la donna. Nicolas apprezza la sua sincerità e accompagna i due al suo tavolo; a poco a poco, il silenzio dà spazio a un mormorio di conversazioni che riempie il salone della Società di Bilbao. Manuela si chiede se non avrà esagerato nel temere questa serata.

La cena avanza, la normalità è sovrana fino a quando Don Ignacio e suo zio Nicolas cercano un luogo appartato per parlare del futuro. Manuela rimane sola al tavolo, da un lato con Felix, uno dei due cugini che spingeva il Solozabal a mantenere la relazione Segreta. “La verità è che mio cugino ha avuto sempre buon gusto. Non lo riprenderò di certo perchè si è incapricciato di una donna come te, non gliene farò mai una colpa.” Manuela risponde “Lo prenderò come un complimento.” distogliendo lo sguardo per sottolineare quanto non abbia gradito il tono del commento e che se non risponde piccatamente è solo per non dare uno scandalo ancora maggiore. Con ogni parola che il parente di Don Ignacio sussurra, lei nota come si va facendo più vicino invadendo il suo spazio, cercando il contatto con la sua gamba, facendo sempre più pressione.

Manuela tenta di allontanarsi senza alzarsi dalla sedia, ma lui continua ad avvicinarsi e insiste. “Quando tra qualche mese Ignacio si stancherà di te, avrai bisogno di un lavoro. Io ti manterrei come una Regina. Ti dico una cosa che ti interesserà di certo: io ho molti più soldi di mio cugino…” Il suono di uno schiaffo risuona nell’aria come un tuono. Di nuovo tutti gli sguardi si volgono verso il tavolo. Manuela ha lasciato il freno e nessuno può fermarla. “Avrete anche più denaro, ma quello che non avete è la vergogna.” Don Ignacio si avvicina e capisce cosa è successo nei pochi minuti in cui ha lasciato Manuela al tavolo. Felix tenta di giustificarsi perchè è un uomo. Ignacio li dà un pugno e lo fa cadere sul pavimento. L’uomo approfitta dell’attenzione degli invitati per dire “Buonanotte e… a mai più rivedersi!”

Questo è tutto, non ha bisogno di nulla di più. Ora esce con Manuela al braccio, ridendo a crepapelle, lasciando confusi i presenti, con la sensazione che Don Ignacio abbia vinto qualsiasi gioco stesse giocando con loro.

Il Segreto Settima storia inedita UN NUOVO FUTURO

A colazione, Don Ignacio e Manuela spiegano a Pablo e Carolina quanto accaduto alla Società e finiscono facendo progetti per il futuro. Possono stabilirsi li, oppure aprire un’attività in un altro posto o raggiungere Marta e Adolfo lontano dalla Spagna, qualsiasi opzione è buona. L’importante è sentirsi liberi di scegliere quello che hanno voglia. Ma prima devono concentrarsi per aiutare Matias e gli altri ribelli. Il contatto che Ignacio ha chiamato per aiutare Alicia nella sua petizione al Governo civile ha qualche novità. Un capitano della compagnia che sta organizzando una nuova guardia d’assalto è ben informato: “L’attacco a Puente Viejo è imminente. Gli ordini sono di riconquistare il villaggio, costi quel che costi.”

Non possono evitare che un brivido li colga comprendendo cosa significa quell’ordine: è arrivato il momento di intervenire e hanno le mani legate. Rimane solo da sperare che gli uomini che dovranno attaccare si rendano conto di trovarsi innanzi a un gruppetto di disperati senza nulla da perdere. Al contrario, un altro massacro si profila all’orizzonte, per Puente Viejo…

FINE NONA PARTE…


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