Soap & Novelas: #IlSegreto Venticinquesima storia inedita · MARIA E GONZALO FANNO L’AMORE IN UNA CUBA PIENA DI PERICOLI E DOVE ALFOSO ED EMILIA RISCHIANO LA VITA!

Il Segreto Venticinquesima storia inedita, la storia continua … “Maria Castaneda”

Soap&Novelas: Il Segreto Ottava Storia Inedita AURORA E LUCAS ANCORA INSIEME. A PUENTE VIEJO TORNA BEATRIZ DOS CASAS! SARÀ GUERRA CON MARCELA?

Dal mese di novembre 2020, in esclusiva mondiale vi proponiamo le storie inedite dei personaggi più amati della telenovela. Nel corso delle stagioni in tanti hanno lasciato Puente Viejo in cerca di un futuro migliore, chi per sfuggire a pericolosi nemici, chi per costruirsi una nuova vita. Ci siamo chiesti spesso cosa sia accaduto ai nostri beniamini. Il nostro blog vi svelerà in anteprima il loro destino con racconti nuovi, emozionanti e avvincenti per non abbandonare mai le vicende di Puente Viejo. E lo facciamo con questo post dedicato a Il Segreto, Venticinquesima storia inedita

Il Segreto, Venticinquesima storia inedita · Amore e Rivoluzione

GONZALO E MARIA SONO IN GRAVE PERICOLO: NON APPENA GIUNTI A CUBA, EMILIA E ALFONSO SI TROVANO NEL BEL MEZZO DI UNA LOTTA ALL’ULTIMO SANGUE: IL LORO CORAGGIO RIUSCIRÀ A SALVARLI PER L’ENNESIMA VOLTA?

CUBA 1933

I capo chirurgo dell’ospedale Elvira Machado di La Havana si avvicina a Maria e ai suoi genitori nel corridoio dove attendono notizie di Gonzalo la loro angoscia si nota nei gesti nervosi e negli sguardi inquieti. Il Dottore li tranquillizza e i tre non si contengono e si abbracciano emozionati. “Avete motivo per rallegrarvi” afferma il dottore con un sorriso comprensivo “Io sono il primo a essere sorpreso. La ferita con cui è arrivato solitamente intacca gli organi vitali. In questo caso invece, il pugnale è entrato e uscito in maniera pulita, sembra un miracolo”. Prima di continuare si ferma per consultare i suoi appunti in un piccolo quaderno che prende dalla tasca del camice.

“Era un taglio curvo, sicuramente dovuto a un coltello comprato in Oriente. Un’arma esotica e poco comune. Sapete, conosco molto bene i coltelli dopo aver visto gli effetti tragici che producono nel corpo umano. In Questo caso non vi sarà molto utile, suo marito ha dichiarato di non aver visto la persona che lo ha pugnalato e nemmeno l’arma. Ma la cosa più importante è che si sia salvato ma gli ho prescritto riposo e deve rimanere in ospedale fino a domani in modo da agire subito se sorgessero complicazioni. Lui però ha già rifiutato nonostante il mio consiglio. Insiste che non può fermarsi in ospedale per nessuno motivo”.

“Possiamo convincerlo” afferma Alfonso in tono preoccupato. “Gli parleremo per farlo ragionare” aggiunge Emilia, mostrandosi d’accordo con il medico. Maria fa un passo avanti e prende le parti di Gonzalo con una fermezza che non ammette regole “Se mio marito afferma che non è possibile rimanere, non c’è altro da aggiungere. Ce ne andremo il prima possibile dottore”.

Gonzalo sta riposando in un padiglione, la sua intimità protetta da un paravento che lo separa dai letti degli altri convalescenti da varie operazioni chirurgiche. In quel luogo Emilia e Alfonso ricevono la spiegazione di cui hanno bisogno per comprendere perchè Maria abbia rifiutato il consiglio del dottore di rimanere. “Chi mi ha attaccato deve sapere che mi trovo in questo ospedale” chiarisce Gonzalo “Fermarmi ancora non è un opzione possibile”. Emilia è confusa e spaventata. Gonzalo guarda Maria, lei spiega ai genitori da dove giunge la minaccia di cui entrambi sembrano essere coscienti.

“Tutto ha avuto inizio poco dopo la vostra partenza per Puente Viejo. Alcuni proprietari dei terreni confinanti con la nostra hacienda hanno cominciato a fare pressioni per appropriarsi delle terre dei possidenti più piccoli. Sono gente senza scrupoli che abusano del proprio potere per fare affari approfittando dei deboli”. Alfonso aiuta Gonzalo a indossare la giacca e domanda se vogliono le loro terre. Maria risponde di no solo che Gonzalo ha aiutato i più deboli a organizzare la resistenza, ha cercato assistenza legale e li ha esortati a difendersi, a non lasciarsi sopraffare e lottare per quello che gli spetta. Alfonso ed Emilia sanno cosa accade quando ci si oppone ai prepotenti. Si mette in gioco ciò che si ha di prezioso e in pericolo chi si ha vicino.

Alfonso domanda se hanno bisogno di aiuto e Gonzalo risponde che hanno un luogo dove nascondersi fino alla mattina successiva, quando parleranno con i proprietari della sede del tribunale dove devono registrare la loro denuncia. Maria chiede ai genitori di allontanarsi da loro se non vogliono finire nei guai. “Starete bene senza di noi?” domanda ancora Alfonso, cercando per l’ultima volta di mettersi a sua volta in prima linea. “No padre, assolutamente no” ripete Maria “Chi attacca Gonzalo dovrà vedersela con me. A questo punto sono pronta a tutto”.

Maria e Gonzalo escono dall’ospedale da una delle porte di servizio e si confondono nell’ombra della notte. Si allontanano di qualche metro dal cancello tentando di mascherare il passo traballante di Gonzalo. Si fermano a ogni angolo, sincerandosi che nessuno li segua. Gonzalo indica una porta illuminata a una decina di metri da loro “La pensione di Rita. Mi ha detto che avrebbe lasciato una luce accesa se tutto fosse andato bene”. Maria si mette a scrutare intorno a sè. Riprendono la marcia senza affrettarsi, come se fossero una semplice coppia che cammina nonostante il maltempo. “Sarà ancora un posto sicuro?” chiede Maria. “Rita non ha ruolo in questa lotta, quei maledetti non penseranno a lei. E riguardo Rita non ho dubbi: oltre che una rivoluzionaria è una vecchia amica, compagna di battaglie passate”.

“Non mi hai mai parlato di questa donna, dovrei preoccuparmi?”. Dopo questa insinuazione di gelosia da parte di sua moglie, Gonzalo si ferma, guardando Maria senza sapere che rispondere. Il panico dura un secondo e Maria si mette a ridere “Va tutto bene, è uno scherzo”. Gonzalo non ha tempo di protestare per l’umorismo della moglie perchè Rita, è nascosta nell’antro del portone e fa loro segni perchè si avvicinino. “Veloci, oggi la polizia di Machado ha messo il quartiere sottosopra. Sarà meglio che non vi vedano entrare”. Gonzalo e Maria sanno che la polizia del dittatore potrebbe essere complice dei loro nemici.

Una volta in camera, Maria si accerta che la sutura applicata a Gonzalo abbia tenuto nonostante gli sforzi e che è visibile sono una piccola macchia rossa sulle garze. “Non è molto ma non è un bene che la ferita sanguini, dovresti riposare”. Gonzalo dice che dormire quella notte li basterà, ora vuole parlarle perchè sa che per molto tempo non si è fidata di lui. “Tu me lo rendevi difficile, sempre lontano, occupato in affari segreti, ora siamo insieme, permettimi di prendere con ironia quello che ci sta succedendo. Così è più facile incassare il fatto di trovarci nuovamente in pericolo”. Gonzalo abbraccia Maria: tutto l’amore che prova per lei e l’appoggio incondizionato che dimostra sono contenuti in quel momento, mentre la stringe e la guarda negli occhi.

Gonzalo dice a Maria che senza di lei non è nulla e che non vuole perderla un’altra volta. Maria risponde che non la perderà mai più. “Anch’io ti amo Gonzalo, so che ne sia a conoscenza ma non mi importa di ripeterlo. Quando sono tornata da te,, l’ho fatto con tutte le conseguenze del caso”. Da quel momento in poi le parole sono abbastanza. Gonzalo bacia Maria. I cuori si infiammano e i loro corpi si accendono. Si lasciano trasportare dal desiderio, che li investe come un’onda e cancella ogni preoccupazione, le paure e i dolori. Poi rimangono sdraiati, uno accanto all’altra, tenendosi per mano.

Nello stesso istante, a chilometri di distanza dalla pensione di la Havana, Alfonso ed Emilia sono in cammino verso la hacienda per riunirsi con i bambini. Mancano un paio d’ore. Il silenzio torna nei campi di canna che Alfonso ed Emilia si lasciano alle spalle. La quiete si mantiene fino al passaggio di due veicoli scuri, carichi di uomini pronti a compiere una terribile missione, nella stessa direzione dell’automobile guidata da Lionel, un amico di Gonzalo. L’anziano che dirige l’operazione è seduto nel primo veicolo: si tratta di un militare in pensione al quale continuano a riferirsi con il grado che aveva nell’esercito. Capitano Cormoranes lo chiamano, e quando lo pronunciano i suoi nemici lo fanno con paura. “Lascia maggiore distanza” dice all’autista “Che non si accorgano che li stiamo seguendo”. 

La padrona della pensione ha portato nella camera di Maria e Gonzalo una ricca colazione. Maria domanda a Gonzalo se gli uomini li cercheranno come lui crede e Gonzalo risponde di si, ma non osa formulare a voce alta tutto quello che pensa. Maria nota la sua inquietudine e gli accarezza la guancia: la dolcezza del gesto contrasta con la fermezza delle sue parole “Ero seria quando ti ho parlato prima: staremo sempre insieme. Non lascerò che ti allontani da me per proteggermi”. Gonzalo non ha bisogno di altro per sapere che Maria non cambierà idea.

Teresita, la ragazza che aiuta Maria in casa ed è diventata il suo braccio destro nella hacienda, esce ad incontrare l’automobile con la quale arrivano Alfonso ed Emilia. I due abbracciano la ragazza, anche loro sono felici di vederla. I tre entrano dalla porta della cucina, ignari della minaccia che pende sulle loro teste. Dall’unica altura che si può trovare nei pressi dell’hacienda, gli uomini che viaggiavano nei due veicoli che li seguivano non perdono un dettaglio del loro incontro. Il capitano Cormoranes sembra star calcolando quali passi prendere a partire da quel momento. “Sacramento, vieni con me. Gli altri rimangono in posizione in attesa di un mio segnale. Tutto chiaro?.

L’uomo chiamato Sacramento fa un cenno affermativo e apre la giacca per mostrare un pugnale appeso alla cintura. Si tratta di un coltello dalla lama curva e dall’origine chiaramente orientale, proprio lo stesso che ha descritto il chirurgo che ha curato Gonzalo. Se quella è l’arma con cui hanno tentato di ucciderlo, allora quello è l’uomo che la impugnava. “Questa volta non ammetto errori. Tutti pronti ai miei ordini”. Gli uomini fanno un cenno d’assenso e iniziano ad avvicinarsi alla hacienda con pessime intenzioni.

Gonzalo e Maria trascorrono la mattinata nei dintorni del palazzo del Segundo Cabi, tra Tacon e la Avenida del Puerto, in una piazza chiamata dalle Armi. Lì da qualche anno è stato trasferito il Tribunale supremo di Cuba: proprio lì si riuniscono con i rappresentanti dei piccoli proprietari mentre gli avvocati che hanno contattato presentano una denuncia contro chi li attacca per spingerli a vendere le loro terre. Maria contempla orgogliosa come Gonzalo sembra aver dimenticato le sue preoccupazioni per esclamare frasi di coraggio necessarie in un momento in cui scriveranno nero su bianco la denuncia contro i loro aggressori. I presenti erompono in un applauso e tutti si avvicinano per abbracciare e fare i complimenti a Gonzalo, il loro leader. In quei minuti, Maria nota che nessuno di sospetto si aggira nei paraggi e che i compagni che si occupano della loro sicurezza si aggirano per la piazza vigilando.

Maria vede Rita che attraversa la piazza e che li raggiunge preoccupata salutando con gesti mal dissimulati gli uomini che li tengono al sicuro. “Ho brutte notizie. Sono andata a trovare un mio vecchio fidanzato che ancora frequenta i movimenti reazionari. Gli ho fatto sciogliere la lingua con un paio di promesse e mi ha detto che Cormoranes è andato in giro a reclutare uomini per un paio di giorni per punire uno spagnolo che è andato a ficcare il naso dove non gli compete”. Gonzalo capisce di essere lui ma non comprende perchè non siano comparsi. Rita dice che hanno noleggiato due auto e Maria e Gonzalo mostrano sul volto una maschera di paura e orrore.

“Sono andati alla hacienda!”. Comprendono di aver lasciato senza difesa ciò che più è importante nella loro vita, e che i loro cari sono in pericolo di vita senza che loro possano fare nulla per proteggerli da dove si trovano.

CONTINUA…


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HACIENDA SOTTO SCACCO

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