Soap & Novelas: #IlSegreto Ventiquattresima storia inedita · HIPOLITO SALVA ROCIO DALLA FOLLIA DELLO ZIO MENTRE A CUBA, L’ARRIVO DI EMILIA E ALFONSO SI TRASFORMA IN TRAGEDIA: GONZALO VIENE ACCOLTELLATO!

Il Segreto Ventiquattresima storia inedita, la storia continua … “Hipolito Miranar – parte 2”

Soap&Novelas: Il Segreto Ottava Storia Inedita AURORA E LUCAS ANCORA INSIEME. A PUENTE VIEJO TORNA BEATRIZ DOS CASAS! SARÀ GUERRA CON MARCELA?

Dal mese di novembre 2020, in esclusiva mondiale vi proponiamo le storie inedite dei personaggi più amati della telenovela. Nel corso delle stagioni in tanti hanno lasciato Puente Viejo in cerca di un futuro migliore, chi per sfuggire a pericolosi nemici, chi per costruirsi una nuova vita. Ci siamo chiesti spesso cosa sia accaduto ai nostri beniamini. Il nostro blog vi svelerà in anteprima il loro destino con racconti nuovi, emozionanti e avvincenti per non abbandonare mai le vicende di Puente Viejo. E lo facciamo con questo post dedicato a Il Segreto, Ventiquattresima storia inedita

Il Segreto, Ventiquattresima storia inedita · Ti amerò per sempre – parte seconda

IL FIGLIO DI DOLORES SENTE NEL PROFONDO DI DOVER AIUTARE QUELLA RAGAZZA TANTO SIMILE ALLA SUA AMATA GRACIA. ANCHE SE IN FONDO AL CUORE SA BENE CHE NON SI TRATTA DELLA SUA MOGLIE PERDUTA, NON PUÒ CHE ATTENDERE CON TREPIDAZIONE L’ARRIVO DELL’APPUNTAMENTO CHE HA CON ROCIO, LA BELLA CANTANTE.

MADRID/CUBA 1932

Hipolito ha trascorso le ultime ore aspettando. La tortura ha avuto inizio la notte precedente, di ritorno alla pensione del caffè teatro. È arrivato alla camera con la vana illusione di addormentarsi il prima possibile e che il tempo passasse in fretta, ma nessuno di questi desideri che si è compiuto. Non è riuscito a chiudere occhio e l’alba si è fatta eterna. Ha aspettato fino alla disperazione, osservando il cammino delle lancette sul quadrante dell’orologio. Ha fissato i vetri della finestra cercando il minimo indizio dell’annunciarsi del giorno. Consumato dall’impazienza si è lanciato nell’ufficio di Alicia Urrutia per scusarsi con lei e con Tomas de los Visos perchè non avrebbe potuto aiutarli nella gestione degli affari come concordato.

Hipolito non ha la forza per raccontare tutta la verità e spiegare loro che ha mentito: durante una delle sue passeggiate notturne ha incontrato Rocio de la Torre, una cantante che somiglia tanto alla sua amata Gracia che potrebbe essere sua sorella. Proprio lei l’ha inventato ad accompagnarla alla visita in quella chiesa dove si venere il patrono di Madrid.

Certo è che è stato male per aver mentito loro o, per aver detto loro una mezza verità: ha deciso che accenderà quel cero per Dolores, una volta in chiesa. In qualsiasi caso, non si meritavano quel comportamento, nè tantomeno lui ha l’abitudine di fare così. Ma qualsiasi traccia di senso di colpa scompare quando Rocio gli si avvicina l’angolo quel quartiere di Maravillas dove ieri gli ha dato appuntamento, e ancora una volta gli sembra di vedere la defunta sposa nei gesti e nello sguardo della ragazza.

Rocio ha fretta, c’è qualcosa o qualcuno che vuole evitare. Hipolito stenta a starle dietro, confuso da questo cambio di atteggiamento che non si aspettava. È stata lei a invitarlo, lei a dirgli dove e quando. Perchè ora dovrebbero mettersi a correre? “Andiamo in via San Bernardo, ma dovete dirmi cosa succede, Rocio. Mi state agitando molto”. “Quando saremo lì, ve lo prometto”. risponde la donna.

Non appena entrano nella chiesa dedicata al patrono di Madrid, l’odore di cera e l’aroma dei fiori si fissa nelle sue narici. Hipolito cede il passo a Rocio e si mantiene dietro di lei, mentre la ragazza avanza fino alla casetta delle offerte dove centinaia di ceri provano la devozione dei fedeli. Hipolito chiede a Rocio il perchè di tutte le finestre chiuse e la donna risponde che è a causa degli attentati. Un frate che si aggira vicino alla prima fila di panche li zittisce perchè mantengano il silenzio. Hipolito scambia uno sguardo colpevole e complice con Rocio, e i due si ritirano in fondo all’edificio. Dopo qualche secondo lei mormora una preghiera con tanta energia e uana volta finito, Hipolito riporta la conversazione a quando hanno perso il tram.

“Non voglio sembrare impertinente, ma è giunto il momento che mi diate la spiegazione che mi avete promesso”. “Si tratta di una brutta storia” conferma Rocio “Non avrei dovuto dirvi che vi avrei reso partecipe, perchè non ne vale la pena. Una maestra che avevo ai tempi della scuola diceva che i problemi smettono di essere tali solo quando non hanno una soluzione. E ricordare qualcosa che non ha soluzione è solo una perdita di tempo.” Rocio sospira. Guarda di fronte a sè per qualche secondo, come cercando la forza per ammettere quanto sta accadendo.

“Mio zio Romualdo. Non dovrei nemmeno chiamarlo così; era il marito di mia zia, lei morì qualche anno fa quando io ero ancora una bambina. Mi chiese di essere il mio mentore quando cominciai a mostrare attitudine per il canto e il ballo, mi pagò gli studi e mi portò a Madrid. Il suo aiuto sembrava disinteressato, ma era solo apparenza. Ha iniziato a chiedermi molto di più di quanto sono disposta a dargli. Pensate al peggio. e potrete indovinare. Ora che ha la certezza che da me non otterrà nulla, vuole che gli consegni fino all’ultimo centesimo che guadagno facendosi forte di un contratto che i miei genitori firmarono anni fa, e che mi terranno legata a lui fino alla fine dei miei giorni”.

La giovane smette di parlare. Il silenzio che segue è più significativo di qualsiasi parola. Hipolito domanda se può fare qualcosa e lei risponde si. Rocio lo prende a braccetto e i due escono dalla chiesa mentre lui si prepara a raccontarle del grande amore della sua vita. Dolores non riesce a togliersi Hipolito dalla mente. Tiburcio ha insistito che fosse partito con l’intenzione di mettere fine alla malinconia di cui soffre e che tanto preoccupa entrambi. Le spiegazioni di suo marito non sono bastate a tranquillizzarla e ha deciso di fare una richiesta di collegamento telefonico con Madrid per avere lei stessa una prova del miglioramento del figlio.

Al telefono risponde però Alicia Urrutia che spiega a Dolores che il figlio è andato ad accendere delle candele per lei a San Isidro. Dolores rimane gelata e Tiburcio, che fino a quel momento è stato un silenzioso testimone della conversazione. “Ma io non l’ho incaricato di andare da nessuna parte…”. L’inquietudine di Dolores viaggia lungo il cavo telefonico e contagia Alicia. Hipolito ha mentito. Non ha il minimo senso. Cosa sta combinando il figlio di Dolores? In quello stesso momento, Hipolito si trova nel parco di Buen Retiro, all’ombra di un albero di cui, si dice, lo stesso Cristoforo Colombo portò i semi fino in America.

Proprio in quel punto ha finito di raccontare la sua storia d’amore con Gracia, come gli ha cambiato la vita fino a quando il destino gli ha strappato la felicità con la sua morte prematura dalla quale solo la figlia Belen, unica luce nei suoi anni oscuri, l’ha salvato. “Una storia molto bella Don Hipolito. SO che non deve essere facile, ma dovete ritenervi fortunato. Non tutti hanno l’opportunità di vivere un amore come il suo” dice Rocio.

La donna rivela che la sua preghiera era per cercare una via d’uscita alla sua situazione “L’unica soluzione a cui ho pensato è partire per l’America e iniziare una nuova vita lì”. Hipolito risponde “Io potrei aiutarti. Prado Castaneda, l’artista, è una mia conoscente. Da qualche mese è tornata in America dopo essere stata per qualche tempo a Puente Viejo. Potrei chiederle di darti una mano”. Lei lo ringrazia ma sa che non riuscirà mai a fuggire dallo zio. Hipolito si alza, deciso. Ha un piano Ma che vada a finire bene è tutta un’altra storia.

Mentre condividono uno stufato in taverna, Hipolito non ha potuto che raccontare ad Alicia e Tomas tutta la verità. Dopo la telefonata di Dolores non avrebbe avuto alcun senso; così è partito dalla malinconia che prova da qualche mese, fino al suo incontro con Rocio e come ha pensato di risolvere il problema con suo zio. Lo sguardo preoccupato con cui riprendono la conversazione Alicia e Tomas non lascia dubbi sul fatto che Hipolito abbia tutte le intenzioni di risolvere il problema da solo. Quando il figlio di Dolores li saluta, Tomas prende la foto di Rocio che Hipolito gli ha prestato e sulla quale sono stampati i recapiti dello zio in funzione di suo “rappresentante”.

Tomas non si fida. Alicia decide di chiamare Enrique Cabo, il loro contatto al Ministero. Tomas fa un cenno affermativo per segnalare il suo accordo con il piano di Alicia, e i due iniziano il cammino di ritorno dall’ufficio con la fretta di chi sa che un buon amico si sta giocando tutto quello che ha.

Qualche ora più tardi, Hipolito controlla la porta del locale in attesa dell’arrivo dello zio di Rocio. Lei non è comparsa all’ora concordata e le luci sono scomparse da tempo. Alla fine, la vede avvicinarsi dall’angolo da cui comparve la prima volta. Il suo viso è preoccupato e non tarda ad accorgersi dell’uomo che la spinge ogni due o tre passi. Quando gli arrivano davanti, si fermano. Lo zio della ragazza fissa Hipolito con disprezzo evidente. “E questo sarebbe il signorino che mi pagherà le pesetas che ancora mi devi”. Rocio dice no e lui continua “Taci disgraziata! Quello è l’unico modo per cui potrai liberarti del tuo contratto e andartene a spasso dove vorrai”.

Per un attimo sembra che lo zio di Rocio stia per zittirla con uno schiaffo. Ma il suo movimento viene bloccato da Hipolito, che gli porge una busta, e Rocio tenta di impedirglielo. Lo zio afferra la busta con un sorriso malvagio ma il suo viso si gela quando scorge che nella busta non c’è nulla, nemmeno una banconota. I suoi occhi sprizzano rabbia, ma quello che allarma Hipolito e Rocio è il brillio della canna di un revolver nel suo pugno destro. Uno sparo risuona da un lato all’altro della viuzza. Alla detonazione, segue il grido della ragazza e il colpo secondo di un corpo che colpisce l’asfalto. Tomas e Alicia, accompagnati da due guardie di loro conoscenza, sentono lo sparo mentre arrivano dal lato opposto usato da Rocio e suo zio.

L’uomo a terra è lo zio di Rocio, mentre Hipolito lo ha disarmato. Le guardie si lanciano su suo zio per ammanettarlo. Hipolito non sa come sia riuscito a muovere la mano che impugnava il revolver per deviare lo sparo. Un raggio di luce è apparso tra le nubi e pensa sia stata Gracia a scacciare quella mano che l’avrebbe sicuramente ucciso. Rocio si sente liberata. Qualche giorno dopo, una volta terminate le dichiarazioni alle autorità sui fatti accaduti, Hipolito e Rocio si dicono addio. Lei parte per l’America e lui si mette in contatto con Cuba…

Nel porto di la Havana, tra le montagne, Maria attende Alfonso ed Emilia ai piedi di una passerella. Si abbracciano e si baciano con enorme allegria: nessuno dei tre pensava che sarebbe mai successo, date le circostanze in cui Emilia aveva lasciato Cuba. “Che meraviglia tornare tutti insieme! I bambini saranno felici. Vedrete quanto sono cresciuti! Questa mattina abbiamo ricevuto un telegramma per nonna Rosario, e ho anche scambiato qualche lettera con Aurora. Mi ha anticipato che sono successe molte cose”. “Avremo tempo di discuterne” dice Emilia. “E Gonzalo?” chiede Alfonso, stranito per l’assenza del genero.

“Sta parcheggiando l’automobile. Con i lavori al porto non trovava posto, mi ha lasciata più vicina possibile ed è andato a cercare uno spazio libero”. Maria si gira a osservare la folla “Eccolo! Gonzalo siamo qui!”. Gonzalo si fa largo tra la gente, guardandoli come se fosse spaventato. Si avvicina a loro, ma i suoi passi appaiono traballanti. Inciampa e finisce tra le braccia di Maria e Alfonso. Le mani del Castaneda, che lo tengono per le spalle, sono una risposta eloquente. Sono sporche di sangue. Qualcuno ha piantato un coltello nel suo corpo e la vita gli sta sfuggendo tra le dita.

CONTINUA…


 Il Segreto, la storia continua… A GENNAIO 2023: MARIA E GONZALO

GONZALO IN PERICOLO

L’ARRIVO DI EMILIA E ALFONSO A CUBA SI TRASFORMA PRESTO IN TRAGEDIA: CHI HA ACCOLTELLATO GONZALO?