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Soap & Novelas: #IlSegreto Ventunesima storia inedita · ESTEBAN VUOLE DISTRUGGERE PUENTE VIEJO! JAIME LO IMPEDIRÀ?

Il Segreto Ventunesima storia inedita, la storia continua … “Esteban e Jaime”

Soap&Novelas: Il Segreto Ottava Storia Inedita AURORA E LUCAS ANCORA INSIEME. A PUENTE VIEJO TORNA BEATRIZ DOS CASAS! SARÀ GUERRA CON MARCELA?

Dal mese di novembre 2020, in esclusiva mondiale vi proponiamo le storie inedite dei personaggi più amati della telenovela. Nel corso delle stagioni in tanti hanno lasciato Puente Viejo in cerca di un futuro migliore, chi per sfuggire a pericolosi nemici, chi per costruirsi una nuova vita. Ci siamo chiesti spesso cosa sia accaduto ai nostri beniamini. Il nostro blog vi svelerà in anteprima il loro destino con racconti nuovi, emozionanti e avvincenti per non abbandonare mai le vicende di Puente Viejo. E lo facciamo con questo post dedicato a Il Segreto, Ventunesima storia inedita

Il Segreto, Ventunesima storia inedita · Puente Viejo in pericolo

TORNARE A PUENTE VIEJO NON È FACILE PER CARMELO, SEVERO E LUCAS. MA GLI ABITANTI RIMASTI HANNO BISOGNO DEL LORO AIUTO COME MAI PRIMA, E LORO NON POSSONO TIRARSI INDIETRO.

PUENTE VIEJO 1932

Non appena posano piede nella piazza di Puente Viejo, senza scambiarsi nemmeno una parola, Severo e Carmelo si fermano, si cercano con lo sguardo. Non hanno bisogno di parlare per sapere che entrambi hanno provato lo stesso: un terremoto con epicentro nei loro cuori. Irene chiede se va tutto bene. Severo ha bisogno di un attimo per ricomporsi. Lei gli stringe la mano. “Negli ultimi anni non mi ero mai chiesto se sarei tornato a calpestare queste strade, a vedere queste case e a respirare quest’aria. Che sensazione strana.” annuncia Severo.

Giusto dietro di loro, una voce familiare interrompe il loro silenzio. “Cosa vedono i miei occhi!”. Il tono di voce è inconfondibile: si tratta di Dolores Miranar. “Che meraviglia vedervi, vicini! Posso ancora chiamarvi “vicini”, vero? Chi ha vissuto a Puente Viejo, anche dopo tanto tempo, rimane tale. Permettetemi di darvi il benvenuto nella vostra casa!”

Qualche ora dopo, i nuovi arrivati e i sopravvissuti si sono riuniti. Severo, Irene e Carmelo hanno spiegato cosa li abbia portati a Belmonte, e da lì, a Puente Viejo. Alfonso, Matias, Marcela, Hipolito e Dolores hanno potuto dire loro quanto contino sulla memoria di Carmelo per trovare le correnti sotterranee d’acqua necessarie ad assicurare la produzione di cosmetici sotto la direzione dei Dos Casas. Severo chiede per quale motivo non possano più utilizzare le acque vicino al villaggio e Hernando risponde “La presenza del bacino ha cambiato il corso di molte correnti per la pressione della massa d’acqua. Dobbiamo allontanarci dal paese per trovare una sorgente pura. Per questo è imprescindibile contare sulle informazioni che vi lasciò Elias”.

“Allora non c’è altro da dire!” afferma Carmelo, “quando volete andare?”. “Domani mattina” dice Matias, “se abbiamo fortuna, prima che salga il sole avremo raggiunto il nostro obiettivo. “Brindiamo a questo!” afferma Alfonso. Tutti alzano i bicchieri, pieni di speranza.

Matias e Carmelo si assumono il compito di trovare quei corsi d’acqua sottoterra, mentre la presenza del Dottor Moliner si rivela fondamentale per chi necessita di attenzione medica nel villaggio. Tiburcio ha un dolore alla spalla dovuto agli sforzi per spostare le macerie e aiutare con la ricostruzione, tutto senza mai smettere di portare alimenti fino a La Puebla.

Poi, è il turno di Emilia; Lucas può vedere, con grande sorpresa, gli evidenti miglioramenti rispetto a quando andarono a Parigi pochi mesi prima. “Mio marito pensa che, oltre alle cure che Aurora ha ottenuto per me, il mio stato si deve al mio lavoro qui a Puente Viejo”. Il Dottor Lucas ammette che a volte l’ambiente è un aiuto per i trattamenti medici. Emilia è molto triste nel pensare che entro una settimana dovrà dire di nuovo addio al paese per tornare a Cuba. Sembra evidente non abbia idea se sia il caso, o meno, di salire su quella nave.

Il giorno seguente, alle prime luci dell’alba, un gruppo di abitanti avanza ai confini delle terre che circondano le terre di Severo Santacruz. Sono equipaggiati con pale, picconi, tubi e il resto degli strumenti di cui avranno bisogno per scavare fino alla sorgente. In testa, staccati da una decina di metri, ci sono Matias, Hipolito e Carmelo. Quest’ultimo segnala un punto del percorso; il sentiero si biforca all’ombra di un castagno. “Si trova qui, lo ricordo. Questo è uno dei luoghi in cui Elias mi aveva segnalato da perforare in cerca d’acqua!”. 

Nello stesso momento, i figli della sorellastra di Esteban Fraile sono a pochi chilometri, nella fattoria dei fratelli Buendia, travolti da un tragico finale quando la maledizione della loro famiglia arrivò a colpirli. In quelle quattro pareti, Rita conservava il latte con cui produceva il burro che tanto piaceva a chiunque ebbe la possibilità di assaggiarlo.

Ma i due giovani non hanno idea di tutto questo. Sono concentrati, maneggiano una cassa di legno con molta attenzione. “La dinamite starà meglio sotto terra” dice il maggiore, Esteban, come il defunto zio. Jaime, non sembra molto convinto “Quel tuo amico della cava che ci ha venduto i candelotti ci ha avvisato che avevano passato più tempo del solito tra la polvere, non sarebbe meglio lasciar perdere e non assumerci altri rischi?”. Esteban non sente ragioni: vuole vendicarsi di colori che hanno fatto del male allo zio e alla madre. A nulla servono i tentativi di Jaime di farlo ragionare. Il tono di Esteban non lascia spazio a opposizioni.

“Nascondi gli strumenti tra quelle pietre, io vado a riposarmi nella capanna. Dovresti fare lo stesso: sarà una notte molto lunga. Andiamo a controllare quel villaggio di maledetti per preparare il nostro ingresso e dove posizioneremo gli esplosivi. Non possiamo fallire”. Jaime rimane con il dubbio dipinto sul volto…

Severo si è ripreso dall’emozione che gli ha procurato tornare a Puente Viejo, dove la sua anima subì tanti colpi, soprattutto dovuti alla persona che è sepolta di fronte a lui, Francisca Montenegro. “Per una volta mi avvicino al luogo dove sei senza temere che ti possa rivoltare contro di me…”. Il silenzio del cimitero è denso. L’unica cosa a elevarsi sopra il silenzio è la rabbia al ricordare tutto il male che la signora della Villa ha causato. “Te ne sei andata prima che potessimo pareggiare i conti. Con te ho un debito per essere rimasto orfano, per aver perso Sol. La tua mano è stata dietro la sua morte, quella di Candela, per non parlare della povera Adela e di tutte le persone che hai usato, e che persero la vita nella nostra guerra personale”.

Severo prende un secondo per ricordare tutte le vittime, più o meno innocenti: a iniziare da Sabina, la governante che Francisca mandò alla Quinta per ingannare Carmelo e che finì per essere eliminata quando la Montenegro decise che non era più utile. “Quante volte ho pensato che la tua morte mi avrebbe dato sollievo. Ora, invece so per certo, che il dolore è ancora qui”. È talmente tanto nervoso che non si accorge dell’arrivo di Emilia, che era andata per portare dei fiori a Raimundo. I due conversano su Francisca e sulla pena che ancora c’è nonostante la sua morte. La conversazione poi, si sposta sull’imminente partenza di Emilia, che è ancora piena di dubbi.

Matias torna più che preoccupato. Le ricerche non hanno dato il risultato sperato. Marcela tenta di calmare il marito “Sicuramente troverete l’acqua, quel castagno di cui mi hai parlato, è inconfondibile. Non può esserci nessun errore!”. La donna gli accarezza il collo e la guancia. Nota tutta la tensione che Matias ha accumulato; il peso di ricostruire Puente Viejo sta lasciando dei segni su di lui. Poi, si avvicinano Emilia e Alfonso. Arrivano sorridenti, come anticipando la celebrazione che dovrebbe iniziare il giorno seguente.

I Castaneda non potrebbero pensare che i nipoti di Esteban Fraile abbiano approfittato dell’oscurità della notte per scendere alla villaggio. Sono entrati dalla parte alta del paese e si sono lasciati cadere nella penombra fino a trovare la terrazza distrutta di una delle abitazioni della piazza. Lì si trovano Emilia, Dolores, Camila e qualche altra donna a preparare ghirlande. “Se faranno in piazza la festa” sussurra Esteban “dobbiamo mettere qui gli esplosivi. Con un pò di fortuna li faremo fuori tutti!”.

“Questa vendetta non ha alcun senso. Cosa guadagneremo a nel provocare tanta morte?” risponde Jaime, che non riesce a stare in silenzio davanti la follia del fratello. “Queste persone non mi sembrano assassini. L’intero villaggio ha sofferto molto, sai quello che è successo con le bombe. E noi ci metteremo sullo stesso piano di quel prete maledetto che stava per cancellare un intero paese dalla faccia della Terra?”.

“Ti stai tirando indietro?” dice arrabbiato Esteban “Non pensi a nostra madre? Vuoi che marcisca in carcere? Non c’è nulla a cui pensare. Lo faremo domani, rovineremo la festa! Su, non voglio ripeterlo ancora!”. Jaime segue di malavoglia il fratello maggiore; i due scompaiono nell’oscurità. Nella piazza, i preparativi per la festa continuano senza che nessuno sospetti che una minaccia sta sorvolando Puente Viejo…

CONTINUA…


 Il Segreto, la storia continua… A SETTEMBRE: ANCORA PUENTE VIEJO

MENTRE GLI ABITANTI RIMASTI A PUENTE VIEJO

SI PREPARANO A FESTEGGIARE UN NUOVO FUTURO PROPIZIO CHE SI PROFILA ALL’ORIZZONTE, UNA MINACCIA PORTA UN’OMBRA SCURA SULLA LORO VITA.