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SprecheRAI: esistono ben 8 testate e relativi costi. Perché non accorpare, facendo risparmiare denaro ai contribuenti?

SprecheRAI: esistono ben 8 testate e relativi costi. Perché non accorparle?

SprecheRAI: esistono ben 8 testate e relativi costi. Perché non accorparle?

A cura di Cristiano Urbano – Nel 2019, Mediaset riunì le redazioni giornalistiche di Studio Aperto, TG4, TGcom24 e Sport Mediaset all’interno dell’agenzia NEWS MEDIASET diretta da Andrea Pucci. Tutto questo con la chiara logica di una maggiore efficienza e per risparmiare risorse finanziarie. Dopo questa mossa, i notiziari sono diventati brand e i direttori sono diventati condirettori. In questo modo il Biscione è passato da 6 a 3 testate giornalistiche. Dall’altra parte la situazione è riassumibile con una parola sola: SprecheRAI.

Attualmente, in RAI, succede esattamente l’opposto, con ben 8 testate (TG1, TG2, TG3, TGR, Rai News, Rai Sport, Rai Parlamento, Rai Giornale Radio)!! Un direttore, diversi vice direttori e caporedattori per ogni testata. In un periodo storico come questo, sorge spontanea una domanda: sono tutte necessarie? Perché non seguire il modello Mediaset per un risparmio di risorse? Il numero delle testate potrebbe passare a 4 con l’inglobamento di Rai Sport, Rai Parlamento, Rai Giornale Radio all’interno di Rai News.

La Rai deve essere un modello per tutti e seguire modelli più snelli che possano portare a maggiori efficienze finanziarie per migliorare i bilanci dell’azienda. In un periodo storico in cui si chiede ai cittadini di fare sacrifici per superare nel più breve tempo gli effetti della pandemia, sarebbe il caso che anche la RAI facesse il proprio dovere, guidando una rivoluzione doverosa. Perché non farlo? Perché non ora, grazie al Governo di larghe intese, nato per assistere il Paese in un momento complesso?