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#StarInTheStar e il salto nel buio su #Canale5. Per sperimentare, anni fa si utilizzavano le puntate pilota. Ma perché oggi non succede più?

Star in the Star e il salto nel buio su Canale5

Star in the Star e il salto nel buio su Canale5. Per sperimentare, anni fa si utilizzavano le puntate pilota. Ma perché oggi non succede più?

Pochi giorni fa ha debuttato Star in the Star, condotto da Ilary Blasi su Canale5. Un programma con una discreta promozione televisiva, si è dimostrato in un pesante flop per questo inizio di stagione della rete ammiraglia di Mediaset. Passato l’entusiasmo della messa in onda, a distanza di poche ore, Mediaset ha dovuto fare i conti con dei risultati decisamente spaventosi.

L’Auditel ha infatti sentenziato appena l’11,02% di share e meno di 2 milioni di spettatori medi per la prima puntata di Star in the Star. Considerato che è prevista una prima edizione composta da ben 7 serate, il risultato ottenuto appare evidentemente un grave problema per questo inizio stagione, non solo perché il programma potrebbe essere sospeso lasciando vuote tante serate, ma anche perché non sarà possibile ammortizzarne i costi.

Un altro grave handicap è il fatto di aver registrato le puntate, non avendo margine di correzione come avvenne per la primissima puntata di Tu si que vales che, pur ottenendo il 20%, era più basso di Italia’s Got Talent di ben 8 punti di share. Con ogni probabilità, per Ilary Blasi sarà complicato cercare di salvare il salvabile portando comunque a casa la stagione. Nella valutazione, sarà fondamentale la resa della seconda puntata.

Star in the Star e il salto nel buio su Canale5. Per sperimentare, anni fa si utilizzavano le puntate pilota. Ma perché oggi non succede più?

Perché un tempo era diverso…

L’occasione è comunque ghiotta per fare delle valutazioni. Chi ha qualche anno in più, ricorderà come fino a una decina di anni fa i programmi nuovi non arrivavano mai su Canale5 con una edizione completa. Solitamente erano programmi che venivano sperimentati sulle reti cadette. Ma il più delle volte erano serate one shot che venivano proposte durante le strenne, il cui risultato diventava frutto di valutazione per un ciclo di puntate.

Nacquero in questo modo tantissimi programmi di successo che ancora oggi vanno in onda, come Amici, Scherzi a parte o Italia’s Got Talent. Quest’ultimo, pochi ricorderanno che arrivò in Italia con una puntata pilota il 12/12/2009, vincendo la serata con 5.387.000 spettatori (26.62%). Tante glorie del passato hanno mosso i primi passi in questo modo, da Paperissima a La sai l’ultima. Un modus operandi vincente che ha generato tanto valore aggiunto.

Ma allora perché oggi nasce l’esigenza di partire già in quarta? Probabilmente è un problema di costi, anche se l’acquisto dei format non è mai stato un problema per Mediaset visto che in passato è capitato tante volte di aver fatto incetta di format che non hanno mai visto la luce (uno su tutti il mitologico Rising Star). Più probabilmente è un problema di inesperienza o di incapacità. Non sarebbe il caso di far studiare la storia della propria azienda, partendo dai piani alti per poi scendere? Si risparmierebbero soldi e fatica!