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#StarInTheStar non è ancora iniziato e già dà fastidio a qualcuno, che tenta di sabotarlo!

Tra le poche novità della stagione televisiva che si appresta a partire figura Star in the star, un format internazionale (Big Perfomance) che andrà in onda su Canale5 da giovedì 16 settembre, con Ilary Blasi alla conduzione. In giuria ci saranno  Claudio Amendola, Marcella Bella Andrea Pucci più un quarto giudice speciale in ogni puntata.

Il programma si basa sul mistero: dieci personaggi famosi dovranno interpretare altrettanti cantanti famosi e la giuria (così come il pubblico) dovrà indovinare chi si nasconde dietro la “maschera”. Di fatto è un mix tra Il Cantante Mascherato Tale e quale show: ecco il “problema”. Ed ecco spuntare polemiche ed attacchi mirati verso Mediaset, rea di aver “copiato” la Rai.

Tanto per cominciare i format non sono di proprietà né del Biscione né del servizio pubblico. Inoltre, ironia della sorte, sono prodotti e distribuiti in ambito internazionale dalla stessa società di produzione, Banijay. Dunque il problema non si pone. Anche perché al mondo esistono centinaia di format, molti dei quali sono tra loro molto simili. Blocchiamo tutto? No, perché sarebbe assurdo, perché non avrebbe senso e sopratutto perché noi, appassionati, giornalisti, telespettatori, dovremmo fare solo una cosa: sederci sul divano e goderci lo spettacolo!

Altra questione riguarda i concorrenti: nelle ultime ore stanno iniziando a uscire dei nomi di chi potrebbe nascondersi dietro la “maschera”. Ma se questo format si basa sul mistero e sul riconoscere i personaggi famosi “nascosti”, perché si dovrebbe svelare anticipatamente la loro identità? Insomma, Star in the star deve ancora iniziare ma già dà fastidio a qualcuno!