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Stasera, in seconda serata su #Rai2, il documentario #Drugs – Sostanze tossiche

Negli Stati Uniti nel 2017 i morti per droga – 72mila – hanno superato quelli per incidenti stradali e armi da fuoco. Si tratta della più grande emergenza sanitaria prima del Covid-19, raccontata dal doc “Drugs – Sostanze tossiche”, in onda stasera alle 23.00 su Rai2.

Il doc, prodotto da Rai Documentari, rivela come l’uso di alcuni farmaci venga prescritto con troppa leggerezza e a pazienti giovani, come attestato dal Centro di Medicina delle Dipendenze di Verona. Sono quasi 12 milioni gli italiani che ogni anno assumono psicofarmaci per i più svariati problemi: stress, ansia, insonnia, depressione, mentre l’incremento fuori controllo dell’uso di eroina e fentanyl, alternativa low cost per chi ha sviluppato la dipendenza dagli oppiacei legali, è causato dal ricorso eccessivo alla prescrizione di farmaci antidolorifici oppioidi, a volte anche per dolori banali. E lo scenario è aggravato dall’invasione delle nuove sostanze psicoattive. È proprio questa l’ultima frontiera della tossicodipendenza: sostanze modificate chimicamente di cui si ignorano gli effetti, spesso irreversibili, sui consumatori.

“Drugs – Sostanze tossiche” è un documentario di Nuria Biuzzi e Leonardo Lo Frano con la collaborazione di Daniela Cipolloni, Barbara Gubellini e Walter Molino.

Comunicato stampa Rai

2 Risposte a “Stasera, in seconda serata su #Rai2, il documentario #Drugs – Sostanze tossiche”

  1. Buonasera.
    Grazie Rino per questi post, perché come al solito, senza non sarei a conoscenza di determinati programmi e prodotti.
    Argomento sicuramente interessante ma, al tempo stesso spinoso da affrontare. Tuttavia, secondo il mio modesto parere, la RAI, in quanto servizio pubblico (e questo argomento rientra totalmente in quello che dovrebbe essere il suddetto servizio) dovrebbe avere il coraggio di trasmettere questi prodotti in prima serata, fregandosene una volta tanto degli ascolti. È giusto che argomenti simili vengano “divorati” da un bacino di pubblico più ampio possibile, soprattutto una determinata fascia di età molto vicina a questo mondo marcio (che conosco purtroppo bene, avendo vissuto determinate cose sulla mia pelle) che, come leggo nel tuo post, ha rappresentato la prima causa di morte negli Stati Uniti (e non solo purtroppo).
    Recupererò sicuramente il documentario.

I commenti sono chiusi.