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Tetti pubblicitari: arrivato il Decreto Legislativo che rimodula i tetti pubblicitari nella tv. Penalizzata la Rai… Ecco i dettagli

Tetti pubblicitari: arrivato il Decreto Legislativo. Ecco cosa cambia…

Tetti pubblicitari: arrivato il Decreto Legislativo. Ecco cosa cambia...

Ne avevamo parlato mesi fa (l’articolo lo trovate cliccando QUI). Dalle parole si è passato ai fatti. Giovedì è arrivato il via libera al decreto legislativo che recepisce la Direttiva Comunitaria sui servizi media audiovisivi.  Ecco come cambia la presenta pubblicitaria nel panorama televisivo pubblico e privato, oltre che nelle pay tv. Come riporta il quotidiano economico Italia Oggi, il decreto rinnova il Tusmar (Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici). Ma tratta anche questioni di vitale importanza come quelle che seguono.

In questa sede andiamo a verificare cosa cambia per il tetto pubblicitario. L’argomento è di vitale importanza per tutti i broadcaster, specie per le tv private. Per le tv nazionali in chiaro (esclusa la Rai), il limite stabilito è del 20% per le fasce orarie tra le 6 e le 18 e tra le 18 e le 24. Le pay tv avranno un tetto del 15%. Discorso diverso per la Rai che ne esce fortemente penalizzata. Cambia infatti il tetto pubblicitario della tv pubblica, con il limite fissato al 7%, per poi scendere al 6% dal 1° gennaio 2023. Il tetto riguarda le fasce orarie tra le 6 e le 18 e tra le 18 e le 24. Il limite per ogni ora è del 12%.

Come anticipato ad agosto nell’anzidetto articolo, il presidente di APA (Associazione Produttori Audiovisivi) Giancarlo Leone, dirigente Rai per tanti anni, dopo l’approvazione del Decreto legge, ha rilasciato importanti dichiarazioni.

Tetti pubblicitari: arrivato il Decreto Legislativo che rimodula i tetti pubblicitari nella tv. Penalizzata la Rai... Ecco i dettagli

Le dichiarazioni rilasciate da Giancarlo Leone

I ricavi pubblicitari dell’emittenza commerciale sono stati ampliati, in modo coerente con gli indirizzi europei che chiedevano maggiore flessibilità. Questa flessibilità non è stata invece riconosciuta al servizio pubblico, perché le misure adottate al contrario otterranno una contrazione dei ricavi pubblicitari. Prima la Rai aveva un tetto settimanale del 4% e un tetto orario del 12%, adesso è andato via il tetto settimanale e sono stati introdotti due vincoli quotidiani. Già questo rischia di restringere il conteggio dei minuti, che è molto complesso. Finora il conteggio dei tetti pubblicitari era a livello di canali generalisti e di canali tematici. Quindi Rai1, Rai2 e Rai3 partecipavano assieme come media nel conteggio del tetto. Ora, il conteggio sul singolo canale, comporta una minor flessibilità soprattutto sulle fasce di maggior affollamento, per le quali prima la Rai stava attenta a calcolare una media che desse comprensibilmente una prevalenza a Rai1.”

Giancarlo Leone ha anche sottolineato come l’approvazione di queste modifiche sia penalizzante per la Rai. Da una parte la Rai ha stimato perdite tra gli 80 e i 150 milioni di euro annui. Anche APA, ha stimato le perdite per la tv di Stato. Ecco le valutazioni espresse dal Dott. Leone:

Secondo i calcoli di APA, a partire dal 2022 e ancor più nel 2023 ci può essere una riduzione di fatturato annuo di circa 100 milioni di euro. Ho letto che la Rai stima tra gli 80 e i 150: può darsi, noi prudentemente abbiamo fatto un computo di poco inferiore. Il risultato è comunque che le emittenti commerciali potranno raccogliere più pubblicità (perché l’affollamento pubblicitario passerà dal 18 al 20%), mentre la Rai ne sarà penalizzata. Noi abbiamo ragionato sulla base della attuali tariffe, ma non è così semplice pensare a un incremento del tariffario di prime time perché Rai rischia di non essere più competitiva. Oggi viene accusata dalla concorrenza di fare sconti eccessivi (dumping), ma è bene chiarire che gli sconti anche fino all’80% sono la best practice di tutte le emittenti pubbliche e commerciali. Le tariffe pubblicate non sono mai quelle contrattualizzate, c’è sempre una scontistica.