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Tutti a casa, tutti davanti la tv: ecco i dati dell’incremento ai tempi del #coronavirus

Questo periodo, si sa, è molto difficile. A tutti si richiede di stare a casa, una cosa semplice ma purtroppo sottovalutata ancora da molte persone. Stando a casa, le cose da fare sono davvero molte: vedere la tv, giocare, guardare film e serie tv, studiare, lavorare, cucinare e tanto altro. La televisione è l’unico rifugio comune a tutti, dai più giovani ai più anziani. Secondo uno studio dell’Osservatorio Studio Frasi pubblicato dall’Ansa, possiamo notare che nell’ultima settimana (8-15 marzo), scandita dalle decisioni del Governo che hanno radicalmente cambiato le nostre abitudini, si sono sintonizzate davanti a un televisore 14,1 milioni di persone per almeno un minuto al giorno e il pubblico è ringiovanito in media di 3 anni. 

Ovviamente il picco d’ascolti è relativo al discorso del Presidente del Consiglio: alle 21.50 dell’11 marzo è segnato il record, è il minuto più visto dal 2014, con 32,7 milioni di persone davanti alle diverse emittenti che hanno trasmesso in diretta l’intervento del premier (72% di share). In media, dall’8 al 15 marzo si sono sintonizzate con la tv 14,1 milioni di persone per ciascun minuto di ciascun giorno, un milione e mezzo in più rispetto alla settimana precedente, quando l’attenzione sull’epidemia era già molto alta, e oltre 3 milioni rispetto agli stessi giorni dell’anno scorso. I contatti, cioè il numero di coloro che hanno visto la tv per almeno un minuto, sono stati 46,8 milioni. Tutta la popolazione italiana ha dedicato alla televisione 346 minuti al giorno, 50 minuti in più rispetto allo stesso periodo del 2019.

L’iniziativa #iorestoacasa fa crescere gli ascolti giorno dopo giorno: venerdì 21 febbraio (prima vittima) c’erano 10 milioni di persone davanti la tv, ieri sono state in media 15,5 milioni le persone con un televisore acceso in casa, per un tempo record di 381 minuti: oltre sei ore e mezzo sintonizzati per informarsi e distrarsi. Francesco Siliato, direttore dell’Osservatorio e partner dello Studio Frasi commenta questi dati così: “Il tempo del televisore acceso non corrisponde oggi a quello del divano: il televisore acceso è lì a scandire il fruire di attività diverse, di navigazioni Internet, di telefonate, di pranzi e cene, con una parte della mente attenta comunque a quanto avviene in onda, pronta a cogliere le notizie più rilevanti anche in mezzo alle chiacchiere che scorrono in casa e sullo schermo”.

Altra statistica interessante è quella relativa all’età del pubblico, nettamente ringiovanita. La media, che riguarda tutte le reti televisive (anche quelle locali) è di 53 anni, in calo di 3 anni. In particolare c’è stata una crescita del 5% nel target 8-14 anni, una crescita del 50% nel target 15-19 anni e una crescita del 51% nel target 20-24 anni. La Rai ringiovanisce di ben due anni in una sola settimana e registra un incremento di 3,4 milioni tra le persone che si siano sintonizzate almeno una volta al giorno sulle sue reti generaliste. 

In questo periodo è molto importante la coesione nazionale, l’unità. A tal proposito, la coesione sociale calcolata dallo Studio Frasi sul totale televisione (cioè il confronto tra la distribuzione degli ascolti e quella della popolazione in base a genere, età, istruzione, variabili territoriali, socioeconomiche e tipo di attività svolta) è del 91,4% sul giorno medio e sale al 94,4% in prima serata. A guidare il consumo di tv in questi giorni è, naturalmente, l’informazione: il primato spetta al Tg1 della sera con 7,8 milioni in media negli ultimi otto giorni (+22,5% rispetto alla settimana precedente). I canali all news registrano i maggiori aumenti di sempre raddoppiando i propri ascolti, con in testa RaiNews: nella fascia della conferenza stampa del capo della Protezione civile il canale all news del servizio pubblico regista un ascolto di 343mila spettatori (+113%).

Comunicato Ansa – Analisi Osservatorio Studio Frasi